«Uno scempio». Una «ferita all'immagine della città». E uno spreco per le casse del Comune, di cui da anni si lamenta la crisi: «Un capitale enorme lasciato in abbandono». È quel pezzo di Galleria Vittorio Emanuele in cui almeno 38 appartamenti su 60 sono vuoti, dove i muri crollano, i solai traballano, le pareti sono scrostate e i calcinacci restano accatastati sul pavimento. «Non si può abbandonare un patrimonio della storia milanese come se fosse il peg-gior palazzo di borgata», dice con amarezza lo storico dell'arte Carlo Bertelli. Via Ugo Foscolo al 3, un cortile e quattro scale: il tempo sta distruggendo un'intera parte dei palazzi affacciati sull'Ottagono. Un pezzo di storia milanese che va in malora. Ma la conservazione della Galleria va oltre la distratta gestione di Palazzo Marino. È un buco nero per tutta Milano. «Faremo la nostra parte per sollecitare un intervento», assicura il soprintendente ai Beni culturali, Alberto Ar-tioli. Che pensa al futuro richiamando la storia del monumento: «Non bisogna dimenticare l'impegno di tutta la città, dopo la guerra, per rimettere in sesto la Galleria. Allora fu una battaglia di tutti, un momento d'orgoglio della Milano ferita dalle bombe». Ecco, bisognerebbe conservare la memoria della di-struziotie del 1943. E di quel che la città fece per risollevarsi: «Servono tutti gli sforzi possibili per continuare a mantenere la Galleria così co-m'è», conclude Artioli, pensando anche a un prossimo appuntamento: «Tra poco dovrebbe sbloccarsi la procedura per il restauro della pavimentazione, mi auguro che sia un elemento trainante anche per il resto». Oltre l'abbandono, negli appartamenti deserti e diroccati ci sono anche problemi di sicurezza: «La situazione è impressionante dal punto di vista dell'igiene e dell'agibilità», avverte Bertelli. Che lancia un altro avvertimento: «Bisogna rendersi conto che in queste condizioni di abbandono mortale, dopo anni senza manutenzione, fare i restauri costerà sempre di più». H critico d'arte è stato spesso colpito dal caos: «Si sommano negligenza, intrallazzi e distrazione, n risultato è che un patrimonio enorme viene misconosciuto e scempiato, mentre potrebbe rendere moltissimo per attività culturali di prestigio». Bertelli chiude con un interrogativo: «Perché gli uffici comunali devono essere ancora in centro e occupare stabili storici? Vanno decentrati per usare la Galleria nell'interesse pubblico». La consigliera del Pd Car-mela Rozza ha denunciato «la totale incuria» e chiesto un concorso di architetti, più una riforma del sistema affitti sul modello del Policlinico (chi offre di più ottiene gli spazi). L'assessore al Demanio, Gianni Verga, risponde: «Stiamo lavorando con una commissione per arrivare a una strategia sull'intero sistema Galleria». Sul tema degli spettacoli interviene invece il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino: «Spesso la qualità degli eventi non è all'altezza del luogo, l'Ottagono non è una fiera». Per Antonio Del Pennino, storica figura del Partito Repubblicano, il degrado della Galleria coinvolge anche ricordi di un'intera carriera polìtica I locali più disastrati sono quelli che fino al 1992 hanno ospitato la sede milanese del Pii «È curioso si domanda Del Pennino che per tutti questi anni il Comune abbia mandato in rovina quei locali, è un fatto che mi amareggia». Al secondo pianò di via Foscolo 3, Giovanni Spadolini ha sempre avuto il suo studio milanese. È lì che riceveva regolarmente personaggi come Gaetano Afeltra e Leonardo Mondadori. Da quel terrazzo Spadolini e Del Pennino si affacciarono dopo la vittoria elettorale del partito nel 1983. Oggi, dietro quelle finestre, ci sono soltanto calcinacci, immondizia, voragini nel pavimento e piccioni morti.
MILANO - La Galleria? Ora il Comune deve intervenire
La Galleria Vittorio Emanuele a Milano è in stato di abbandono, con almeno 38 appartamenti su 60 vuoti e problemi di sicurezza e igiene. Lo storico dell'arte Carlo Bertelli ha denunciato la situazione come un "pezzo di storia milanese che va in malora". Il soprintendente ai Beni culturali, Alberto Artioli, ha assicurato di fare la propria parte per sollecitare un intervento, richiamando la storia del monumento e la sua importanza per la città. Artioli ha anche parlato di un prossimo appuntamento per il restauro della pavimentazione. I critici d'arte e politici hanno denunciato la totale incuria e chiesto un intervento immediato.
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