CAGLIARI. La battaglia sull'urbanistica in Consiglio regionale è rinviata. Non al primo ottobre, seduta obbligatoria come prevede lo Statuto, ma al 7 ottobre. La data non è casuale perché si trattava di bypassare la fatidica data del 5 ottobre, giorno del referendum sulla «salvacoste». Cade l'ipotesi di una modifica alla legge urbanistica che avrebbe potuto evitare il referendum. Il «parlamento sardo» ha vissuto ieri una di quelle giornate pesanti per i rischi messi in campo: la questione vitale dell'urbanistica e la mozione di sfiducia, presentata da 16 consiglieri del Pd al capogruppo Antonio Biancu. Tutto rinviato, dunque, a tempi più matuti. Non ci sarà alcuna modifica prima del 5 ottobre alla legge urbanistica: così ha stabilito la conferenza dei capigruppo alla fine di una giornata davvero convulsa. Ieri, in aula, si è discusso prevalentemente della caccia e delle possibili modifiche, in senso restrittivo, al calendario venatorio. Archiviato il voto contrario al rinvio del provvedimento sulla caccia in quinta Commissione, si è passati agli articoli e alla discussione generale dell'articolo 1 con i sei emendamenti presentati. Tuttavia, durante le dichiarazioni di voto è emersa da più parti, (trasversalmente negli schieramenti) la richiesta di una «pausa di riflessione» sull'argomento trattato. Da qui la chiusura anticipata dei lavori. Che la battaglia sull'urbanistica sarebbe stata rinviata dopo il referendum del 5 ottobre era stato chiaro sin dall'apertura dei lavori. La maggioranza di centrosinistra si era riunita nel pomeriggio negli uffici riservati alla giunta nel palazzo di via Roma. (C'erano tutte le componenti della maggioranza ad eccezione dei socialisti che si sono schierati apertamente per il Sì all'abrogazione della legge numero 8, cioè la cosiddetta salvacoste pilastro del Piano paesaggistico regionale aspramente contestato dal Centrodestra. È evidente che la discussione in aula della legge urbanistica sarebbe stato un vero e proprio banco di prova per la tenuta della maggioranza. Ma la situazione contingente, cioè la totale frammentazione con cui i partiti della coalizione si presentano all'appuntamento referendario, non sarebbe stato d'aiuto a risolvere i problemi di merito sull'urbanistica. Per la coalizione di governo l'obiettivo è quello di superare indenni lo scoglio del 5 ottobre, facendo fallire il raggiungimento del quorum stabilito al 33. Superato l'ostacolo referendario, Soru potrebbe cercare di ridare slancio alla giunta e alla sua maggioranza. Se la discussione fosse stata affrontata tra ieri e oggi, invece, c'era il rischio per la maggioranza di andare a uno scontro senza rete: il Pd è notoriamente spaccato ed è annunciata una mozione di sfiducia al capogruppo Biancu. Avviare la discussione su un tema così caldo, insomma, satrebbe stato un azzardo che avrebbe pouto arrecare danni non preventivabili per la maggioranza.
SARDEGNA - Urbanistica, se ne riparla dopo il referendum
La battaglia sull'urbanistica in Consiglio regionale è stata rinviata al 7 ottobre. La decisione è stata presa per evitare di affrontare la discussione in aula il giorno del referendum sulla salvacoste, che cade il 5 ottobre. La legge urbanistica non sarà modificata prima del referendum. La maggioranza di centrosinistra si è riunita per discutere la questione, ma la discussione è stata chiusa anticipatamente a causa della frammentazione dei partiti della coalizione. La coalizione di governo cerca di superare lo scoglio del 5 ottobre e di ridare slancio alla giunta e alla sua maggioranza.
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