L'annuncio ufficiale del diniego dei finanziamenti del Governo alle celebrazioni del Centenario della nascita di Luigi Dallapiccola provoca stupore e sconforto proprio nel giorno dell'avvio delle manifestazioni a Firenze. Ancora una volta ci si domanda perché il ministro Urbani e il suo Governo abbiano segnato l'ennesima distanza dalla cultura nel nostro Paese. Forse perché Dallapiccola scelse, negli ultimi anni, di schierarsi contro il fascismo e la sua campagna antisemita; o forse perché le celebrazioni riguardano anzitutto la sua città, Firenze, oggi governata dall'Ulivo; o forse perché il Governo Berlusconi ha consapevolmente deciso di smantellare il sistema-cultura in Italia cominciando a tagliare con l'accetta tutte le risorse, dai beni culturali alla ricerca, dall'Università ai teatri; o forse per tutte queste cose insieme. Resta comunque un dato oggettivo di inaudita gravità, che deve fare riflettere le forze sociali, culturali e politiche: il Governo, con questo atto, cancella un pezzo di memoria e di civiltà del nostro Paese, dimostra sdegno o, peggio, indifferenza a tutto ciò che risvegli o alimenti la coscienza critica dei cittadini e, per quanto riguarda la nostra città, ha deciso ormai da tempo di contrastarla in ogni settore, ogni occasione negandole qualsiasi risorsa e sperando di vederla in ginocchio per poterla, infine, aggredire politicamente. Per questo ora, più che mai, è necessario andare avanti comunque, con un moto di rabbia e orgoglio che deve maturare in tutte le coscienze dei fiorentini. L'appello degli intellettuali annunciato in questi giorni e indirizzato al ministro Urbani può trovare il sostegno concreto non solo del mondo della cultura, ma anche del mondo dell'impresa, dell' associazionismo, del sindacato, dei politici fiorentini e toscani, anche appartenenti ai partiti che oggi sostengono il Governo nazionale, perché traccia il solco tra ignoranza e civiltà, tra polemica politica e senso delle istituzioni, tra memoria e indifferenza. L'immagine delle istituzioni musicali fiorentine unite nel portare fino in fondo e comunque le celebrazioni diventino il simbolo dell'orgoglio della Firenze che piaceva a Dallapiccola: una città "ideale", "moderna" e "aperta" alla contaminazione e alla sperimentazione, capace di parlare al mondo come i codici del dodecafonismo delle sue composizioni. Non bastano più le lamentazioni di maniera, le indignazioni che durano un giorno o poco più. Occorre una risposta così concreta ed efficace da non poter essere ignorata da chi oggi porta la responsabilità di un danno così pesante. Oggi questa città, che sembra quasi immedesimata nel crisma dell'opera II prigioniero del Maestro istriano-fiorentino, deve uscire dalla "prigionia" nella quale la si vuole rinchiudere e deve farlo davvero con il sostegno di tutti. Firenze ora può dimostrare, unita, di saper scegliere tra la memoria e l'indifferenza. responsabile cultura Ds di Firenze
La civiltà contro l'ignoranza
Il Governo ha deciso di non fornire finanziamenti alle celebrazioni del Centenario della nascita di Luigi Dallapiccola a Firenze. Questa decisione ha causato stupore e sconforto tra gli intellettuali e i fiorentini. Si domanda perché il Governo abbia scelto di tagliare le risorse alla cultura, forse a causa della posizione politica di Dallapiccola contro il fascismo e l'antisemitismo. Il Governo ha deciso di smantellare il sistema-cultura in Italia, tagliando le risorse in tutti i settori. Questa decisione è stata definita di inaudita gravità e ha cancellato un pezzo di memoria e di civiltà del Paese.
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