CESSALTO. «Italia Nostra», con il suo presidente Umberto Zandegiacomi, il Fai, il Wwf ed i comitati ambientalisti hanno presidiato domenica il bosco di Olmè, a Cessalto, per raccogliere firme a corredo di una lettera che sarà inviata ai ministri del Beni Culturali Sandro Bondi e ai Beni Ambientali Stefania Pre-tigiacomo. Sono state raccolte oltre cento firme, ma l'iniziativa prosegue fino a domenica prossima nella sede di Italia Nostra a Treviso. Il presidente - Umberto Zandigiacomi - si dichiara soddisfatto del risultato ottenuto. La protesta, che ha avuto tanta partecipazione di gente accorsa per firmare, e colorati striscioni, è stata indetta per protestare contro il parere della Soprintendenza del Veneto, che ha concesso il nulla osta alla costruzione della nuova strada detta «del bosco», fra Cessalto e Ceggia.«Ci avete rotto i polmoni» hanno scritto i comitati ambientalisti in prossimità del bosco, vicino all'ingresso dell'autostrada. «Chiediamo la revisione del parere espresso dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali sul progetto preliminare alla variante alla strada provinciale 58 «Ceggia Cessalto» - scrive Italia Nostra nella lettera da inviare a Roma, ai ministri - la variante andrebbe a lambire il bosco Olmè deturpandolo. Questo bosco, di soli 27 ettari è però, il più grande fra i boschi planiziali della nostra pianura. E' inaccettabile il parere espresso dalla Soprintendenza. Un parere che non riusciamo a definire altrimenti che pilatesco. Trincerati dietro ad una presunta incompetenza per il fatto che la strada passerà appena fuori dal perimetro del bosco. Ci sembra, questa sì, incompetenza. E non esiste notizia di una valutazione di incidenza ambientale e se esiste, non è stata resa pubblica. Chiediamo - si legge nella lettera -un intervento urgente dei ministri per rivedere il parere espresso e per convincere le autorità locali a scegliere possibili tracciati alternativi». Ma Italia Nostra, il Wwf, il Fai ed i comitati «Cittadini per il territorio», sono ben decisi a far ricorso anche alla Commissione europea, dopo aver interessato i ministri al problema della «bretella del bosco».