Danni a colonna e basamento - Lo scempio nel corso dei lavori per la nuova rotatoria La colonna votiva di via Isonzo seriamente danneggiata dall'impresa che sta lavorando per la realizzazione della rotatoria. Uno scempio perpetrato davanti agli occhi, forse increduli di tanta leggerezza di Giorgio Bernardi, componente dell'Associazione salvaguardia patrimonio storico locale, che ha subito segnalato il caso alla Soprintendenza ai beni culturali della Lombardia e all'amministrazione comunale marianese. spezzata la colonna Tutto è accaduto - spiega Giorgio Bernardi - sabato scorso, quando la colonna votiva del 1700 veniva spaccata in due punti al basamento e in altri due punti alla base della colonna. Non poteva che essere questo il risultato, visto che si è scelto di staccare violentemente il basamento di granito dalle fondamenta di cemento e la colonna dal basamento stesso. Un'operazione ardua, non solo per la solidità del manufatto, ma anche perché solo pochi anni fa tutti i pezzi di granito erano stati fissati pochi anni fa con un mastice da marmista e con dei perni interni. Bisogna anche rilevare che questo maldestro intervento ha anche dei precedenti, visto che la stessa sorte toccò alla colonna votiva con iscrizione latina che si trovava in via Como e che fu spostata senza imbracatura e che venne rotta in più pezzi. il «J'accuse» Giorgio Bernardi non usa mezzi termini nell'individuare le responsabilità. Mi pare quantomeno strano, ma non a Mariano visti i precedenti - sottolinea - che un manufatto antico venga trattato senza alcuna attenzione, al pari di un qualsiasi cordolo di marciapiede. Invece quello mandato in pezzi è un bene storico, patrimonio della città. Forse l'importanza della colonna votiva poteva essere ignorata dagli operai del cantiere, ma non può essere sfuggita ai responsabili dell'impresa e a quelli del Comune. Del resto se la stele è rimasta per tanti decenni in quel posto è proprio perché rappresenta un pezzo della storia della città. Che non poteva e non doveva essere mandato a pezzi. Ora paga pantalone? A questo punto è lecito chiedersi perché, preventivamente non è stato considerato un metodo di intervento meno rischioso, che non prevedesse ad ogni costo il distacco violento, con conseguenti danni. Il patrimonio storico, anche quello della città - aggiunge ancora Giorgio Bernardi - deve essere preservato da questi scempi dettati da superficialità e da scelte maldestre. E' necessario un intervento della Sovrintendenza e degli enti preposti. In ogni caso questo modo di fare non ha giustificazioni. Qualcuno deve rispondere dell'accaduto. Il danno è sotto gli occhi di tutti. Far finta di nulla è solo la scelta peggiore.