Il restauro rischia seriamente di rimanere incompleto Quest'anno, come non mai, il ricavato della pesca di beneficenza organizzata dalla Venerabile Compagnia di San Michele di Mammiano, inserita nel programma della festa patronale che ha inizio domani nella frazione del comune di San Marcello, sarà totalmente impiegato per la ristrutturazione della chiesa locale, che rischia di essere lasciata incompiuta per mancanza di fondi. In effetti, tutti i buoni propositi e le grandi speranze della stessa Compagnia all'inizio dei lavori nel 2007, si stanno dissipando per lasciare il posto al malumore e alla delusione. Come succede spesso, i lavori di ristrutturazione e di restauro si sono complicati mentre i tecnici intervenivano, scoprendo problematiche importanti per la sopravvivenza della stessa chiesa. Ma l'assenza dei fondi necessari non permette di dormire sonni tranquilli. La paura, non da poco, è che questo piccolo gioiello artistico rimanga un cantiere aperto fino a quando un "mecenate" non decida d'intervenire con qualche elargizione. Per il momento, oltre alla generosità di alcuni parrocchiani di Mammiano, il grosso del finanziamento è arrivato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia (100mila euro). «Purtroppo - dicono Patrizio e Luca Ferrari, rappresentanti della Compagnia - ce ne vorranno altrettanti per terminare i lavori e non sappiamo davvero dove sbattere la testa. Il nostro vuole essere un accorato appello per sensibilizzare coloro che sono in grado di darci una mano e di non permettere che gli sforzi fatti da noi tutti fino a questo punto, siano lasciati in sospeso». L'intervento di restauro cominciò nel 2007, con l'architetto Marcello Guardabascio come responsabile e la dottoressa Lidia Gallucci come restauratrice. Inizialmente, riguardavano la riparazione della copertura a causa di infiltrazioni di acqua che andavano a danneggiare il cassettonato ligneo decorato. Inoltre, ci furono interventi sulla cella campanaria ed altri lavori di manutenzione interna. Ma, come si sa, gli imprevisti sono sempre in agguato. E col procedere del cantiere sono emerse altre magagne non indifferenti. Come ad esempio il distacco del catino absidale dal corpo della chiesa, il campanile che necessita di interventi più sostanziali di quelli previsti e la scoperta di decorazioni settecentesche da conservare con i colori originali su indicazione della Soprintendenza. Tutti lavori a cui la Venerabile Compagnia di Mammiano non può far fronte. Gli interventi, infatti, procedono solo nella misura in cui esiste la sicurezza che ci siano disponibili i soldi per finanziarli. «Verrà lasciato - si domandano i fratelli Ferrari - tutto a metà? E' per scongiurare questo rischio che vogliamo rendere nota la nostra situazione a più soggetti possibili sperando in banche, enti o altre realtà che possano accogliere il nostro appello. E' chiaro che da soli non ce la potremmo mai fare».