Artisti, politici, santi e altre storie da ricordare, da commemorare, da celebrare. L'Italia, si sa, è il Paese dei comitati e delle associazioni, più o meno culturali, che si prodigano per organizzare mostre, convegni, manifestazioni, happening dedicati al personaggio di turno di cui ricorre il "centenario. E al ministero dei Beni Culturali è attiva una Consulta dei Comitati Nazionali e delle Edizioni Nazionali che si occupa di distribuire fondi pubblici per l'attività di questi enti. Il 30 gennaio scorso il dicastero guidato da Giuliano Urbani ha inviato al Parlamento il decreto elaborato dalla commissione per l'assegnazione di quasi sette milioni di curo (tredici miliardi delle vecchie lire) da concedere ai comitati per i centenari operanti a partire dall'anno 2000. E la lettura di questo documento offre spunti interessanti, soprattutto quando la consulta entra nel merito spiegando perché ritiene di concedere i fondi o di bocciare la richiesta di finanziamento. Tra i Comitati Nazionali impegnatissimi nell'organizzare eventi commemorativi ve ne sono alcuni che, per l'importanza delle personalità rappresentate, meritano l'aiuto pubblico. Tra questi, sicuramente, quello per il bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini (250 mila euro di stanziamento); quello di Luchino Visconti (di cui nel 2006 ricorrerà il centenario della nascita), emanazione dell'Istituto Gramsci (100 mila euro); quello, attivo da anni, di Alcide De Gasperi, che lega la figura dello statista al concetto di Europa (400 mila euro); quello di Vittorio Alfieri, a 250 anni dalla nascita (150 mila euro); quello,infine, di Puccini, per le cui celebrazioni sono stati stanziati 400 mila euro. Lasciano un po' perplessi le elargizioni ad altri organismi come il Comitato per le celebrazioni del VI centenario dell'ingresso di Vicenza nella Repubblica Veneziana (200 mila euro) o quello per il centenario della nascita di San Giuseppe da Copertino (150 mila euro). Sulle domande di istituzione di nuove Edizioni Nazionali, la consulta, dopo aver sottolineato che a seguito della legge 420 del 1997 il numero di queste iniziative culturali è passato da 45 alle attuali 73, per arginarne la crescita «ritiene di accogliere una sola richiesta, quella della Edizione Nazionale delle opere di Italo Svevo che ha presentato un dettagliato piano quinquennale». I 50 mila euro concessi serviranno a completare l'opera in avanzato stato di realizzazione. Curioso che nel ricordare alcuni eventi celebrativi realizzati dai Comitati Nazionali, l'organismo dei Beni Culturali ne nomini alcuni che non fanno parte dell'elenco dei beneficiati da stanziamenti pubblici. Tra questi quelli di Carlo Levi, Ugo la Malfa, San Gregorio Magno e l'organismo che sta curando le celebrazioni del Parmigianino. Evidentemente ci sono comitati che, anche finanziariamente, camminano con le proprie gambe. La consulta, oltre a decidere la distribuzione dei fondi, dice anche la sua sulla composizione dei vari comitati. Su quello per le celebrazioni di Marco Polo, ad esempio, si caldeggia l'inserimento di un sinologo come prof. Federico Masini. Oppure per il comitato «Città islamica, città europea, città mediterranea» (che organizzerà una serie di convegni e mostre in Puglia, in Spagna e Francia sui modelli urbanistici e insediamenti in Puglia dalla conquista mussulmana al dominio aragonese) si propone l'inserimento degli urbanisti prof. Paolo Portoghesi e Leonardo Benevolo e degli storici prof. Franco Cardini e Girolamo Arnaldi. Chissà come reagiranno i comitati a tali "suggerimenti"... BOCCIATI Primo Carnera? «Nonostante la fama del personaggio le iniziative proposte per celebrarne il centenario della nascita non appaiono riconducibili alla tipologia prevista dalla legge». Gli amanti del video che vorrebbero festeggiare i 50 anni di trasmissioni? «Le iniziative programmate si limitano a un convegno in occasione della ricorrenza. Non ammissibile». Un comitato che si occupi dell'anniversario della proclamazione del Natale di Roma?. Bocciato anche questo perché «trattasi di 520 anniversario». Insomma le celebrazioni intermedie non valgono. Sono queste alcune delle motivazioni più curiose con cui la Consulta Comitati Nazionali dei Beni Culturali ha respinto molte delle proposte giunte sul suo tavolo. C'è chi paga per un imperdonabile ritardo come l'organismo che volevi celebrare il centenario del primo volo dei fratelli Wrighit: l'uomo si staccò per la prima volta dalla terra con un oggetto meccanico nel 1903. Quindi domanda pervenuta, nel 2004, a tempo scaduto. C'è chi viene bacchettato per un duplice "fallo", come il comitato «La crisi della democrazia nei primi anni '20 e l'opera di Giacomo Matteotti per la libertà e la giustizia sociale». La consulta gli contesta che «il programma è prevalentemente incentrato su un solo convegno e sulla figuri di Matteotti per il quale, peraltro, ricorre l'ottantesimo anniversario della morte». Cinquanta per cinquanta, ricorda Urbani, altrimenti niente sovvenzioni. Le ultime "bacchettate" la consulta le riserva a due comitati già operanti. Quello che si occupa del centenario della nascita dell'archi tetto Giuseppe Terragni perché «il comitato non ha ancora avviato alcuna iniziativa». Chi dorme sugli allori perde i fondi. E quello che celebra il millenario della nascita di Guido D'Arezzo che «dopo aver ottenuto contributi per tre anni finanziari ha proposto, in chiusura di attività» manifestazioni che non hanno particolare attinenza con la figura del monaco musicista». Insomma, in Toscana sono usciti dal seminato.