Anche il Partito Sardo d'Azione si schiera con il fronte del Si per i tre quesiti referendari su cui i sardi sono chiamati ad esprimersi il prossimo 5 ottobre: l'abrogazione dell'Ambito unico e della tariffa unica per il servizio idrico integrato e della legge 8 del 2004 e la cosiddetta "Salvacoste" o "Blocca sviluppo", a seconda degli schieramenti. Al di là del merito il Psd'Az, i cui esponenti hanno spiegato le proprie ragioni in una conferenza stampa, è anche fortemente critico sulla carenza di comunicazione sui tre quesiti da parte della Giunta regionale accusata di "giocare a far fallire il referendum puntando sul mancato raggiungimento del quorum". «Il nostro partito è fortemente contrario alla cementificazione della Sardegna e alla muraglia delle seconde case sulle coste sarde - ha sottolineato Paolo Maninchedda - il territorio deve, però, essere disciplinato da leggi condivise trasparenti che affidano la sovranità alle comunità locali, mentre l'unica deroga possibile è quella garantita ora dal Presidente della Regione». Si schiera per il Sì anche il Partito socialista: dalla direzione regionale tenutasi a Tramatza è arrivato un invito i sardi ad andare alle urne con il consiglio di votare per la cancellazione della cosiddetta salvacoste. I socialisti lasciano, invece, piena libertà di voto sui due quesiti relativi ad Abbanoa. I socialisti ribadiscono la contrarietà alle "politiche astensionistiche" e il "forte impegno" del partito a valorizzare l'istituto referendario. Quanto alle ragioni del Sì per l'abrogazione della legge sulle coste, il partito socialista ricorda che si deve a questo provvedimento la nascita di un «Piano paesaggistico autoreferenziale che, lungi dal tutelare il paesaggio, cosa che i socialisti vogliono, ha bloccato lo sviluppo ». L'abrogazione, argomenta Peppino Balia, consentirà «di ridare ai Comuni il ruolo che loro spetta» nella pianificazione del territorio»