TREMEZZO Il Lago di Como inteso nella sua unità, nelle previsioni di Italia Nostra, è candidato a ottenere il riconoscimento dell'Unesco quale patrimonio dell'umanità un titolo che al momento compete al Sacro Monte di Ossuccio con il santuario della Madonna del Soccorso. Del programma si parlerà diffusamente domani a Tremezzo nel corso di un convegno indetto dalle sezioni di Como e Lecco di Italia Nostra, dedicato ai «Paesaggi sensibili», in continuazione del percorso avviato lo scorso febbraio con il convegno tenuto a Como con il titolo «Costruire il lago». Si parlerà di ecomostri, di programmi delle amministrazioni comunali, della possibilità di abbattere qualche sbreco come è avvenuto a Bari per punta Perotti e soprattutto verrà puntato l'indice sull'opportunità di tagliare alcune costruzioni non ancora ultimate che feriscono irrimediabilmente il paesaggio, basti pensare all'ex Mulino di Brienno, agli orecchioni della ex funivia sulla vetta della Sighignola, all'autosilo di Colonno, alle offese che si stanno perpetrando al paesaggio di Menaggio. Tema clou, per l'attualità che assume, sarà rappresentato dal programma di costruzione di quattro ville sulla penisola del Lavedo sul versante a lago che volge verso Campo e l'Isola Comacina. «Il Lago di Como verso l'Unesco» è il titolo del convegno per la promozione di una maggiore protezione del paesaggio lariano attraverso la candidatura del Lario per l'acquisizione del riconoscimento Unesco. Patrocinio è stato assicurato dal comune di Tremezzo e dall'Università politecnica delle Marche. Si inizia alle 10 nella sala del teatro parrocchiale Teresio Olivelli con l'introduzione di Fiammetta Lang e Domenico Palezzato, presidenti delle sezioni di Italia Nostra di Como e Lecco per proseguire con l'intervento delle autorità e con la relazione di Giuseppe Battarino, magistrato e docente universitario a Varese, su «L'idea di ambiente nelle leggi e nella coscienza collettiva». Alle 11.30 seguirà l'intervento di Rosa Anna Genovese dell'International council monuments and sites su «L'iter per il riconoscimento di patrimonio dell'umanità e prospettive per il paesaggio lariano». A mezzogiorno interverrà don Giuseppe Corti, responsabile dell'ufficio diocesano per la tutela dell'ambiente, mentre alle 12,30 Derika Alessandrini dell'università politecnica delle Marche tratterà i «Principi metodologici per la costruzione della carta dei valori e dei rischi dei paesaggi sensibili». Fungeranno da moderatori Fiammetta Lang, Domenico Palezzato, Pier Fausto Bagatti Valsecchi. Nel pomeriggio alle 14.30 si riprenderà con la proiezione del filmato «Acqua dolce e amara» di Tommaso Lipari e con l'avvio di un pubblico dibattito sui rischi di alterazione dei valori lariani laddove, dicono i responsabili di Italia Nostra, «più che di rischi si tratta di fenomeni in atto con nuove edificazioni irrispettose del linguaggio architettonico pre-esistente, perdita delle fasce paesaggistiche e altimetriche a causa di un'espansione edilizia disordinata, paesaggio storico minacciato dagli insediamenti orizzontali che da puntiformi si stanno trasformando in un continuum urbanizzato».