La storia di Bari nascosta nellArchivio della Basilica di San Nicola. A svelarla, per la prima volta in un incontro divulgativo, sarà questo pomeriggio in Basilica padre Gerardo Cioffari. Il frate svelerà undici preziose pergamene antiche mille anni. Viaggio nellarchivio della Basilica dove sono custoditi i documenti firmati da re e principi che fecero la storia della città. Oggi apertura straordinaria al pubblico "Un atto del 1032 parla della città come capitale del sud dellimpero bizantino" Sbaglia chi crede che i segreti di san Nicola si fermino alla Basilica e alle reliquie conservate e venerate nella cripta. Così come sbaglia, questo è ormai assodato, chi immagina che nei meandri del maestoso tempio romanico da qualche parte sia nascosto il Graal. Sono molto più terreni e tangibili i misteri custoditi da padre Gerardo Cioffari, direttore del Centro studi nicolaiani. È il frate domenicano, infatti, ad avere le chiavi dellArchivio di san Nicola: un tesoro che comprende circa 1700 pergamene, sedici preziosi codici liturgici e una raccolta di importanti sigilli. Documenti che testimoniano pagine importanti della storia di Bari. Un patrimonio che fruibile in genere agli studiosi aprirà oggi per la prima volta al pubblico. Grazie al ciclo dincontri "Lantica Bari nelle pergamene ed epigrafi della Basilica", incastonati nel Settembre della creatività giovanile e al via questo pomeriggio alle 16,15 (appuntamento sulla scalinata di San Nicola). È così che padre Cioffari farà da cicerone svelando la storia perduta nella città, custodita in undici pergamene bizantine e normanne. A sfogliare questi antichi fogli, vecchi un migliaio di anni, si può scoprire, spiega il frate, che «contrariamente a quanto si usa pensare, Bari non ha dovuto aspettare san Nicola per diventare un centro importante. A testimoniarlo è una pergamena del catepano Ykeiakon, risalente al 1032: un atto di donazione redatto in duplice copia (in greco e latino) che dimostra come Bari fosse capitale nellItalia meridionale dellimpero bizantino. Più tardi, semmai, la traslazione delle reliquie nicolaiane salverà la città dalla decadenza, coincisa per un certo tempo con le alterne fortune segnate dalla dominazione normanna». Indicativa, in questa fase storica, è senzaltro la pergamena dei patti giurati di Ruggero II. «Siamo nel 1132 e - racconta padre Cioffari - il re normanno dopo aver conquistato Bari ha consolidato il suo governo sulla Puglia. Avvia quindi la costruzione del castello e, con questo diploma, il sovrano promette di non far portare altrove le reliquie di san Nicola, concedendo che la città possa conservare le sue antiche e radicate consuetudini. Bisogna immaginare, in effetti, che la città aveva già una consolidata tradizione giuridica che, attorno al 1205, verrà pure ordinata da Andrea da Bari. Basti pensare a quel detto ebraico che, allepoca, ricordava come la "legge" venisse da Bari». Ma nel 1156, allindomani della morte di Ruggero II, la città si ribellerà alla dominazione normanna per tornare sotto il giogo dellimpero bizantino. Durerà poco. «Finché Guglielmo il Malo, figlio di Ruggero II - ricorda Cioffari - tornerà a riconquistarla. Ad eccezione della Basilica, Bari verrà rasa al suolo e i baresi costretti ad abbandonarla. La città resterà così disabitata per dieci anni. Fino al 1166, lanno in cui Guglielmo il Buono consentirà a circa tremila esuli di far ritorno a Bari. E, accanto a una pergamena del 1175 che resta lunico documento originale conservato a Bari a mostrare lelenco dei marinai che trafugarono le reliquie del santo di Myra, padre Cioffari mostrerà e svelerà la storia di un diploma di Grimoaldo, principe di Bari. «È il 1123 e la città - chiarisce - vive lunico decennio dindipendenza nella sua storia. Alla sua guida cè Grimoaldo, che nellintestazione della pergamena, azzurra e scritta con inchiostro doro, si definisce "per grazia di Dio e di San Nicola principe di Bari"». E altre storie racconterà fra una settimana, il primo ottobre, ancora padre Cioffari. Decifrando stavolta quei pezzi di storia della città incisi a futura memoria su una serie di tredici epigrafi. «Dietro lauspicio - annuncia il frate - che questi incontri possano continuare negli anni a venire». Perché altre pagine del passato di Bari possano venire a galla.
PUGLIA - I misteri delle antiche pergamene Ecco le carte che segnarono il destino di Bari
Oggi, in Basilica, padre Gerardo Cioffari farà da cicerone svelando la storia perduta nella città, custodita in undici pergamene bizantine e normanne. Il frate domenicano aprirà lArchivio di san Nicola, un tesoro che comprende circa 1700 pergamene, sedici preziosi codici liturgici e una raccolta di importanti sigilli. I documenti testimoniano pagine importanti della storia di Bari, come la città come capitale dellimpero bizantino nel 1032 e la traslazione delle reliquie nicolaiane nel 1132. Il frate farà scoprire anche la storia di un diploma di Grimoaldo, principe di Bari, che vive lunico decennio dindipendenza nella sua storia.
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