Le Regioni frenano la sanatoria Sono irte di ostacoli le strade regionali che portano al condono edilizio. La maggior parte delle leggi approvate (o in via di approvazione) riduce le tipologie degli abusi ammessi a sanatoria e introduce rincari su oblazioni e oneri di concessione. Non fanno eccezione le Regioni di centro-destra le cui norme, anzi, si contraddistinguono per una certa severità: i condoni più salati, per esempio, saranno quelli di Liguria, Veneto e Calabria. In Liguria il Ddl varato dalla giunta Biasotti (che sarà all'esame della IV commissione consiliare mercoledì) prevede un'oblazione maggiorata del 10 (il massimo consentito dall'articolo 32 del dl 269) e oneri di costruzione maggiorati, all'interno di una forbice dal 20 al 100 per cento. La Liguria è l'unica Regione ad aver introdotto limiti dimensionali per la sanatoria: 450 metri (contro i 750 previsti a livello statale) per l'ampliamento dei manufatti e per le nuove costruzioni residenziali, purché queste non superino complessivamente i 1500 metri (e non i tremila del Dl 269). Il rincaro sull'oblazione del 10 accomuna anche Veneto, Calabria (qui gli introiti saranno destinati alla.gestione dell'emergenza abitativa) e Puglia. Quest'ultima ha reso ancora più difficoltosa la strada del condono fissando al 31 gennaio (le istanze pervenute sono poche decine) la scadenza per le manifestazioni d'interesse. Sul fronte degli oneri di concessione, la giunta Galan (il disegno di legge attende il placet del consiglio) ha optato per una maggiorazione del 50, la Valle d'Aosta del 100 per cento. In Calabria il contributo di costruzione prevede una maggiorazione del 50 o del 30 (a seconda che l'abuso sia avvenuto o meno nel centro storico), ma non viene applicato se la costruzione costituisce prima abitazione. Nessuna maggiorazione, invece, in Sardegna. Il Ddl in discussione in consiglio (i lavori riprendono domani) recepisce integralmente l'articolo 32 del dl 269, anche se con alcuni paletti. Dalla sanatoria saranno esclusi, per esempio, i terreni costieri compresi in una fascia di 300 metri dal mare, fiumi, laghi naturali, zone di interesse archeologico. Fanno eccezione gli insediamenti ricettivo-albeeghieri preesistenti (anche entro i 300 metri dal mare), sui quali potranno essere realizzati incrementi delle volumetrie, purché compatibili con gli strumenti urbanistici comunali e in una misura non superiore al 25 della volumetria esistente. La Calabria esclude, invece, la sanatoria per quegli abusi commessi entro la fascia dei 150 metri dalla battigia. Paletti ben marcati anche in Valle d'Aosta. La legge appena approvata esclude dalla sanatoria siti di importanza comunitaria; aree considerate di particolare pregio paesaggistico, ambientale o di particolare interesse agro-silvo-pastorale; beni culturali individuati dai Ptp. C'è poi un altra schiera di Regioni (per la maggior parte di centro-sinistra) che ha imboccato la strada della conformità alla disciplina urbanistico-edilizia vigente. Si tratta di Campania; Friuli Venezia Giulia (che consente solo l'oblazione penale degli illeciti); Toscana e Marche, che sconfessano il dl 269 dichiarando la non «applicabilità di numerosi commi (da 25 a 38 e 40, 41, 43) dell'articolo 32, recependo, il solo accertamento di conformità previsto dal Dpr 3802001 (Testo unico edilizia). Le leggi di Friuli Venezia Giulia, Toscana e Marche sono già in vigore. Categoriche anche Umbria ed Emilia Romagna. Le norme (quella umbra sarà in consiglio martedì, quella dell'Emilia Romagna è già operativa), rimandano a una legge ad hoc da approvare entro il 31 marzo 2004. L'Emilia Romagna specifica che la legge escluderà dalla sanabilità tutti gli abusi edilizi in contrasto con la strumentazione urbanistica vigente. A ben guardare si tratta dello stesso impianto normativo scelto da una Regione politicamente agli antipodi, il Lazio. Il testo della giunta Storace, però ,deve ancora iniziare l'esame in Aula.
Le Regioni frenano la sanatoria
Le Regioni stanno frenando la sanatoria edilizia, introducendo rincari su oblazioni e oneri di concessione. Le leggi approvate o in via di approvazione riducono le tipologie degli abusi ammessi a sanatoria. Le Regioni di centro-destra, come Liguria, Veneto e Calabria, hanno introdotto limiti dimensionali per la sanatoria e rincari più salati. La Liguria ha introdotto limiti dimensionali per l'ampliamento dei manufatti e per le nuove costruzioni residenziali. La Puglia ha fissato la scadenza per le manifestazioni d'interesse al 31 gennaio.
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