Fra i programmi del Parco Monte Barro da alcuni anni è compresa la valorizzazione della piana di San Michele, che costituisce un balcone panoramico verso il lago di Lecco e di Garlate, la Valle dell'Adda, la città di Lecco e? i monti sorgenti dall'acque Fra i programmi del Parco Monte Barro da alcuni anni è compresa la valorizzazione della piana di San Michele, che costituisce un balcone panoramico verso il lago di Lecco e di Garlate, la Valle dell'Adda, la città di Lecco e? i monti sorgenti dall'acque. Cuore del progetto è stato fin dal principio il recupero della chiesa dedicata a San Michele arcangelo. Il suo recupero come monumento storico artistico a cielo aperto, è stato inteso inoltre quale possibile sede da destinare ad attività che favoriscano, fra l'altro, la riscoperta e il recupero di una frequentazione antica, che interessava questo versante del Barro. Culmine di tale frequentazione era la famosa sagra di San Michele, che vedeva fondersi nella festa e nello svago la popolazione lecchese e brianzola e a cui non disdegnò di partecipare la regina Margherita. Con un'opera di consolidamento e prima ristrutturazione, promossa ed avviata dalla precedente amministrazione del Parco, guidata da Giuseppe Panzeri, il grandioso edificio della chiesa di San Michele Arcangelo è stato oggi sottratto a un degrado che pareva inarrestabile e restituito alla comunità quale spazio di straordinaria suggestione. la chiesa incompiuta Il notaio galbiatese Francesco Spreafico, con suo testamento del 1682 dispose la realizzazione di un santuario in località San Michele, secondo il progetto dell'architetto milanese Attilio Arrigoni (1640-1709). La costruzione ebbe inizio nel 1718 e si concluse con una copertura provvisoria nel 1752 (crollata nel 1939). A pianta ottagonale e a croce greca, come nella tradizione delle chiese cimiteriali, la chiesa sorge in una località molto frequentata nelle epoche antiche dalle popolazioni dei paesi vicini, per la devozione ai morti qui sepolti, specie in occasione delle ricorrenti pestilenze. La nuova chiesa, pur terminata al rustico, non fu mai completata nelle finiture e negli arredi, nella pavimentazione e nei serramenti e pertanto non poté mai essere adibita alle funzioni di culto. La devozione per i morti di San Michele andò via via diminuendo con l'allontanarsi delle epidemie, lasciando sempre più il campo ad allegre scampagnate, feste popolari e manifestazioni culminanti nella famosa sagra di San Michele, favorite dal luogo ameno e isolato, facilmente raggiungibile da Lecco e dai paesi brianzoli. i lavori di restauro Con decreto del 13 giugno 2006 la Soprintendenza per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia dichiarava l'interesse storico-artistico di questo monumento, che rappresenta una significativa testimonianza dei modi dell'architettura lombarda tardo barocca ed un consolidato punto di riferimento nel suggestivo contesto paesistico del Monte Barro. I lavori eseguiti hanno riguardato un restauro conservativo che restituisse alla chiesa lo stato di monumento a cielo aperto da destinare ad attività culturali, ove l'assenza della copertura ci offre un recinto coperto da un cielo, vivo e sempre mutevole, con un rapporto verticale inconsueto, spazio extraterrestre che comunica direttamente col cielo, affermazione dell'architetto Bruno Bianchi. I lotti dei lavori sono stati tre: il primo (dicembre 2006 - gennaio 2008) di pulizia, restauro e consolidamento del monumento; progettisti gli architetti Bruno Bianchi, Elena Bianchi, Virginio Colombo, Lorenzo Coss; imprese impegnate Agos spa (Desio), Bolis Sergio (Calolziocorte), Green Paradise srl (Orsenigo); il secondo (giugno - agosto 2008) il consolidamento della cripta; progettisti gli architetti Bruno Bianchi, Elena Bianchi, Virginio Colombo, Lorenzo Coss; lavori eseguiti dalla ditta Bolis Sergio (Calolziocorte); il terzo (agosto - settembre 2008) la formazione del piano interno con salvaguardia della cripta e finiture dell'intervento; progettista l'architetto Anselmo Gallucci; opere eseguite dalla ditta 3V (Cisano Bergamasco). Questi lavori sono avvenuti nell'ambito di un più ampio programma di riqualificazione paesistica dell'area di San Michele comprendente tra l'altro l'acquisto di aree per parcheggi, alcune riqualificazioni forestali e il ripristino del vecchio lavatoio con creazione dell'habitat per il gambero di fiume.