Sveliamo il restauro del bronzo più famoso del Rinascimento: era color ebano ora è molto più chiaro La restauratrice Ludovica Nicolai "Ha riempito per un anno la mia vita, conosco ogni centimetro della superficie" Ritrovate le parti "alluminate" con loro "a missione" della preziosa scultura realizzata intorno al 1440 Risorta come dopo una lunga malattia, la statua del David di Donatello, da due giorni è stata ricollocata in posizione eretta. Il restauro iniziato a giugno 2007 sotto gli occhi dei visitatori nella sala del Museo nazionale del Bargello, volge al termine. Lintervento, il primo vero restauro che ha interessato lopera negli ultimi cento anni, ha restituito una nuova epidermide al bronzo più famoso del Rinascimento. «Prima era color ebano, ora è molto più chiaro, quasi dargento brunito» osserva la direttrice del Bargello Beatrice Paolozzi Strozzi. Nuova luce sul "David ignudo,?la quale figura è tanto naturale nella vivacità e nella morbidezza che impossibile pare agli artefici che ella non sia formata sopra il vivo" come scrisse Vasari, sulla prima figura nuda dopo lantichità, sul volto malinconico del giovane eroe biblico, incorniciato dalle chiome che hanno recuperato parte della patina doro originaria. La prima sorpresa attesa dal restauro era proprio ritrovare le parti "alluminate" della preziosa scultura realizzata intorno al 1440: ovvero quelle rese più vivide con loro "a missione" applicato da Donatello. Così le chiome rimaste protette dal copricapo, luccicano di striature e tracce dorate, ritrovate sotto strati pesanti di cere che, secondo il gusto del collezionismo dei Medici, volevano i bronzi uniformemente scuri. La luminescenza non è la sola sorpresa riemersa dallintervento della restauratrice Ludovica Nicolai: sono tornati visibili i minuti dettagli delle decorazioni sullelmo della testa di Golia, sugli schinieri calzati da David, sul tutto il bronzo considerato universalmente capolavoro di oreficeria che ha segnato il Rinascimento e reso Donatello maestro ammirato da Michelangelo. «Il restauro ha evidenziato anche le parti fragili e i difetti della complessa e difficile fusione del bronzo - spiega Beatrice Paolozzi Strozzi - La realizzazione dellopera resta misteriosa, non abbiamo documenti che ne raccontino i passaggi di fusione, le patinature, liconografia. Inoltre è rimasta a lungo esposta allesterno, prima in Palazzo Medici, poi nel cortile di Palazzo Vecchio, deteriorandosi. Il resto lo hanno fatto polveri e pesanti "incerature" dovute agli interventi di manutenzione del passato». Eccolo in biondo eroe spogliato dai segni del tempo, «un David in forma pagana, eroe mitologico, ritratto ellenistico e non biblico del giovane pastore - precisa la direttrice - Donatello lo ha ritratto dopo il suo soggiorno romano nel 1430, tornato a Firenze carico di suggestioni per lantico, prima di partire per Padova». Si leggono i particolari dellelmo di Golia, la decorazione con il carro guidato dagli amorini, lala dispiegata sulla gamba di David, tutte le delicate fattezze della scultura. Tra una decina di giorni il bronzo verrà chiuso da paratie, nascosto agli occhi dei visitatori di tutto il mondo che in questi mesi hanno commentato con entusiasmo la visione del restauro, riempiendo ben 5 libri. Parte lultima fase del restauro, quella che vedrà la superficie trattata con una cera trasparente opaca, la chiusura dei fori dei difetti di fusione con cere reversibili, gli ultimi ritocchi. Un estremo e privato corpo a corpo tra la restauratrice e il capolavoro. E un addio, dopo una frequentazione quotidiana mediata da bisturi, solventi e un laser speciale. Cosa ha significato? «Un intrecciarsi di sentimenti di vario genere, di emozione, ansia, un po di tutto, accanto alla forte responsabilità per la riuscita dellintervento. David ha riempito per più di un anno la mia vita, conosco ogni centimetro della sua superficie, ha abitato i mie sogni, ma senza incubi perché ho un rapporto molto tranquillo con le opere a cui lavoro» risponde la restauratrice. E dopo il tocco finale, il 28 novembre lopera verrà presentata con un nuovo impianto di illuminazione realizzato dagli sponsor iGuzzini e la banca Federico del Vecchio. E via con la festa, quella della Toscana e del David. Alla presenza dei responsabili della Protezione Civile che hanno finanziato lintervento con 200 mila euro, del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, dei responsabili della Regione Toscana. Tutti ad ammirare il capolavoro donatelliano accanto al suo doppio: ad una copia posta su una colonna nella prospettiva di comera in origine. Tra i bagliori delle dorature di quando era stato appena fatto. Su www.firenze.repubblica.it la galleria fotografica.