Si allarga la parentopoli degli staff tra i promossi la sorella di Schifani La congiunta del presidente del Senato nella segreteria di Scoma La cugina del ministro Alfano chiamata come esterna allAgricoltura La parentopoli si allarga e finisce per coinvolgere i congiunti di alte cariche dello Stato. Perché negli staff degli assessori della Regione siciliana, finiti sotto i riflettori dopo il caso Ilarda, ci sono anche Rosanna Schifani, la sorella del presidente del Senato, e Viviana Buscaglia, cugina del ministro della Giustizia Angelino Alfano. Nel primo caso si tratta in realtà di una promozione, perché la signora Schifani è già dipendente regionale con qualifica di istruttore direttivo (vinse un concorso nel 91): il 6 giugno scorso è stata nominata, per chiamata diretta, componente della segreteria tecnica dellassessore alla Famiglia (forzista) Francesco Scoma. Con unindennità suppletiva di circa 14 mila euro lanno. La Buscaglia, invece, "esterna" allamministrazione, è passata questestate dallo staff dellex assessore al Turismo Dore Misuraca a quello del collega che si occupa di agricoltura, Giovanni La Via, del quale è oggi vice capo di gabinetto. Carriere sotto legida della politica, nelle quali si confondono meriti e spintarelle. Perché i parenti illustri - e sono tanti, decine - difendono i loro curricula. Ma le assunzioni, nelle "corti" degli assessori, avvengono senza concorso. E dopo le forzate dimissioni della figlia di Giovanni Ilarda, lassessore anti-fannulloni scivolato su una raccomandazione, il coperchio è saltato. Ieri mattina il sito internet e le e-mail della redazione sono state tempestate di messaggi di protesta di precari, di diplomati e laureati con il massimo dei voti che non trovano impiego. Via web si è propagata anche una fitta raffica di segnalazioni di cognomi eccellenti nei piani alti dellamministrazione. Tecnicamente, una delazione. Ma è come se fosse caduto un muro di riserbo su uninvasione famelica di strutture che costano allerario 39 milioni di euro lanno. Lassessore Francesco Scoma fra i più bersagliati: la sorella è stata assunta da Ilarda e nel proprio staff lesponente di Forza Italia ha chiamato il cugino omonimo, anche lui di nome Francesco, e lha fatto sedere nellufficio di controllo strategico. Insomma, uno Scoma vigila sulloperato dellaltro. Quando lazione amministrativa è un fatto privato. Daltronde, lassessore alla Famiglia (mai delega fu più appropriata) ha nominato nel suo staff, la sorella di Schifani ma anche quella di Dore Misuraca e Stefano Mangano, ovvero lex segretario particolare di Diego Cammarata. Se in via Trinacria cè una forte concentrazione di parenti e collaboratori di forzisti, gli uffici di piazza Croci, assessorato ai Beni culturali, sono una dependance della segreteria dellUdc. Lassessore Antonello Antinoro ha inquadrato come dirigenti Domenico Di Carlo e Vito Raso, stretti collaboratori di Saverio Romano e Salvatore Cuffaro, e ha cooptato anche Giovanni Antinoro (autista dellex governatore) e Gianni Borrelli, ex sindacalista Cisl candidato con lUdc alle scorse elezioni. Di "trombati" ricollocati nei meandri della burocrazia è piena lamministrazione Lombardo. Cè, ad esempio, Francesco Regina, ex deputato (anche lui dellUdc) che Pippo Gianni ha messo a capo della segreteria tecnica dellassessorato allIndustria. E cè persino un ex assessore del governo Cuffaro, lesponente dellMpa Rossana Interlandi, che ha fatto ingresso direttamente a Palazzo dOrleans, in un ufficio alle dirette dipendenze di Lombardo. Un parlamentare momentaneamente in stand by se lè preso in carico lo stesso Ilarda, proprio nei giorni in cui infuriava la guerra ai privilegi allinterno dellamministrazione regionale: è Decio Terrana, altro udc, assunto dallassessore-magistrato malgrado una nota della Ragioneria che, il 24 luglio scorso, segnalava una possibile violazione della legge. Terrana, infatti, non è laureato, requisito che - in base alla legge 10 del 2000 e al contratto dei regionali - sarebbe necessario per avere un incarico da dirigente. Ilarda, non convinto, ha chiesto un parere allufficio legislativo e legale della Regione e ha messo ugualmente sotto contratto lex parlamentare, pagato 70 mila euro (lordi) annui per occuparsi di rapporti con lArs. Per i sindacati autonomi che hanno dichiarato guerra a Ilarda «al di là di una propaganda fumosa ed inconcludente, lassessore si sta contraddistinguendo per la produzione di atti di dubbia legittimità». E Cobas, Sadirs, Siad e Ugl alzano il livello della sfida, invocando le dimissioni dal governo dellex magistrato e chiedendo a Lombardo di avocare a sé le competenze sul personale. Ma il governatore almeno ufficialmente non cede di un millimetro: «La strada dellaggressione allassessore al Personale, che sembra il percorso scelto da taluni sindacati, non porta certamente alla costruzione di quel rapporto di collaborazione che i segretari delle stesse organizzazioni avevano chiesto al presidente della Regione qualche giorno fa. Chi ha lanciato la campagna denigratoria faccia un passo indietro e chieda scusa».