Il caso aperto dai sindacati. Il padre: «Un siluro» Roma. Arriva oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri la Finanziaria «leggera» per il 2009. «Leggera» perché, come ripetuto in diverse occasioni dal ministro dell'Economia, Tremonti - sarà composta solo di tabelle e servirà unicamente a registrare gli effetti della manovra di circa 33 miliardi in tre anni varata per decreto prima dell'estate. «Leggera», almeno fin quando ad essa non si sommeranno tutti i provvedimenti collegati che governo e maggioranza hanno intenzione di approvare entro dicembre. L'ingorgo parlamentare è in agguato. Assieme alla Finanziaria (che sul tavolo del Cdm scavalca il federalismo, rinviato alla riunione dell'esecutivo della prossima settimana) in ballo ci sono il federalismo fiscale, il voto alle europee e le riforme in materia di giustizia. Così, mentre il Senato preme per accelerare l'iter della legge anti-assenteismo siglata Brunetta, la Camera cerca di affrettarsi sul varo delle misure collegate alla Finanziaria su sviluppo, semplificazione, competitività e stabilizzazione della finanza pubblica che il governo ha presentato a luglio assieme alla manovra. Misure che sono state spacchettate in tre ddl all'esame delle commissioni di Montecitorio. I ddl in questione contengono una valanga di provvedimenti - dalla semplificazione delle leggi alle modifiche del processo civile, dai lavori usuranti ai fondi per le aree sviluppate, dalla lotta alla contraffazione ai concorsi regionali nella pubblica amministrazione - per non parlare delle novità annunciate in questi giorni: il ministro Scajola, per esempio, ha annunciato sessanta emendamenti al ddl sviluppo. Tra questi, l'addio all'Autorità per l'energia sostituita dalla «superagenzia» del governo con i vertici rinnovati attraverso nuove procedure di nomina, la modifica delle disciplina della class action (con il decreto sulla manovra triennale il governo ne ha posticipato a gennaio l'entrata in vigore). Una forma di class action per la pubblica amministrazione è stata studiata da Brunetta che ieri a assicurato: «Le risorse per il prossimo rinnovo del contratto sono sufficienti a tutelare il potere d'acquisto dei lavoratori. Con la tredicesima saranno pagati oltre 500 milioni di euro di vacanza contrattuale attraverso una tantum di 150-170 euro a persona». Non ci saranno novità sul fronte dei conti pubblici, nonostante il mutato quadro economico. Nei giorni scorsi il sottosegretario all'Economia, Vegas, aveva annunciato che non ci sarebbe stato alcun aggiornamento al Dpef. Ieri ha ribadito: «Un leggero ribasso delle stime di crescita è nella realtà dei fatti, ma lascia inalterati gli obiettivi di finanza pubblica».