Il sindaco di Quartu Gigi Ruggeri sostiene il "No": «Questo referendum è una burletta» Qualcosa di centrosinistra. A cura di Gigi Ruggeri, sindaco di Quartu Sant'Elena. Uomo del Pd, soriano della prima ora, cresciuto nella Margherita e uno dei riferimenti locali di Enrico Letta. Ruggeri non la manda a dire: «Questo referendum è una burletta». Un sacco di soldi - 5 milioni di euro - «gettati al vento, un'operazione inutile». Sindaco, perché? «Il motivo dovrebbero saperlo bene anche i promotori del centrodestra, è chiaro: un quesito così complesso, sul quale il confronto politico sarebbe più necessario, non può essere posto in questo modo ai cittadini. Compito di chi è stato eletto democraticamente è anche quello di legiferare, non si può sempre affidare tutto al parere del popolo». Il centrosinistra tifa perché non si raggiunga il quorum, si dice. «Per quanto mi riguarda, per cultura non sono per il boicottaggio. Ma tutti sappiamo che sarà difficile arrivare al 33 per cento dei votanti. Dobbiamo batterci, invece, perché di questa legge - quella sul referendum - non si continui ad abusare: per la tirannìa di pochi si contringe la Regione a sborsare cifre enormi, che potrebbero essere utilizzate meglio. Si continua a fare un uso barocco della consultazione popolare, in più stavolta i quesiti sono decisamente poco comprensibili anche per noi addetti ai lavori. Il comitato del "Sì" non si dovrà vantare né di aver portato i sardi al voto, né di eventuali risultati». La legge 8. «Penso non sia possibile che un'amministrazione comunale faccia di testa sua nel pianificare il suo sviluppo, senza rispettare un disegno organico. È pensabile che continuiamo a sfruttare l'unica risorsa certa che abbiamo, le coste, senza pensare a uno strumento che ci aiuti a preservarle da uno sviluppo selvaggio? Ecco perché difendo l'impianto di questa legge e dico "No" alla sua abrogazione». Insomma, un capolavoro. «Non mi trovano d'accordo certi eccessi burocratici, ma non dobbiamo buttare dalla finestra un principio importante come quello della tutela. La legge urbanistica è un insieme di norme provvisorie, andrà modificata, ma resta uno strumento indispensabile». Perché quelli del centrodestra, ma non solo loro, cercano di abbattere la legge delle polemiche? «È chiaramente una lotta politica, messa in atto impropriamente. Si cerca di mandare un segnale forte all'attuale maggioranza, utilizzando la buona fede di 10 mila sardi che hanno firmato per il referendum. In politica, oggi le ragioni non contano più, conta solo la logica dello schieramento. Non sono d'accordo, ma è lo scenario che abbiamo di fronte». Ha parlato di domande complesse, di cittadini impreparati. Anche su Abbanoa l'informazione non è completa? «Certo, è difficile spiegare alla gente di cosa stiamo parlando, perfino fra noi amministratori, ripeto, abbiamo avuto difficoltà a districarci fra tecnicismi collocati ad arte nelle domande. Alle urne perché in via Roma non sono riusciti a mettersi d'accordo? «La classe politica faccia il suo lavoro, non si pensi sempre di rivolgersi al corpo elettorale».
SARDEGNA - Impensabile non avere uno strumento di tutela
Il sindaco di Quartu Gigi Ruggeri sostiene il "No" al referendum sulle leggi sulle referenze. Egli considera il referendum come una burletta e un'operazione inutile che costa 5 milioni di euro. Ruggeri sostiene che il compito del legislatore è quello di legiferare e non affidare tutto al parere del popolo. Il centrosinistra tifa perché il referendum non raggiungerà il quorum, ma Ruggeri non è per il boicottaggio. Egli difende l'impianto della legge e dice "No" alla sua abrogazione. Ruggeri sostiene che la legge urbanistica è un insieme di norme provvisorie e che non dobbiamo buttare dalla finestra un principio importante come quello della tutela.
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