Da tempo, ormai, ciclicamente finisce sulle prime pagine dei giornali per le condizioni di degrado e per gli scandali che fanno passare in secondo piano il primato me-ritatissimo ed unanimemente riconosciuto di Reggia più bella del mondo. Ed il suo appeal, la sua straordinaria capacità di attrarre turisti da ogni parte, inevitabilmente ne sconta le conseguenze, perdendo visitatori di anno in anno (da un milione, sono scesi a 700 mila all'anno). E così, dopo le polemiche sullo stato di abbandono in cui versano i capolavori della collezione Terrae Motus, sulle erbacce che invadono i cornicioni, sul suk dei venditori ambulanti nei cortili (tra l'altro sempre pieni di auto), sui campi di calcetto con tanto di porte regolamentari che la domenica si improvvisavano nel parco, e sulle chiavi degli accessi in mano ai privati, qualche settimana fa il parlamentare del Pd, Stefano Graziano, aveva invocato il commissariamento della soprintendenza, sulla falsariga di quanto accaduto a Pompei. Potrebbe davvero essere questa la soluzione a tutti i problemi, alla luce anche della vicenda dell'assenteismo del personale riesplosa ieri? «Per quanto mi riguarda assolutamente no», afferma decisa Giovanna Petrenga, neo parlamentare del Pdl, ed in passato a lungo reggente del complesso monumentale vanvitelliano. «Il commissario spiega non avrebbe certo la bacchetta magica. I problemi della Reggia hanno un'origine assai più antica e strutturale: derivano dal continuo taglio delle risorse disponibili. Il ministero attualmente concede circa 3oomila euro, vale a dire meno della metà di quanto avveniva sette anni fa Per rendere l'idea, per la manutenzione dell'immenso parco e dei giardini reali sono stati concessi quest'anno solo i8omila euro. Ai giardini della Villa d'Este di Tivoli, che non sono affatto più importanti dei nostri, vanno invece poco meno di 2 milioni di euro. Cioè, dieci volte tanto. E per conservare l'intero complesso monumentale, restano solo I2omila euro: quanto occorre per un condominio di grandi dimensioni. Il soprintendente Guglielmo fa letteralmente miracoli, con i modesti fondi che ha a disposizione. E non può essere certo lui a tenere sotto controllo i dipendenti assenteisti: per quello, ben vengano le verifiche dei carabinieri. Da parte mia, nel mio ruolo di parlamentare, proverò a fare in modo che il ministero dei Beni culturali torni a dare alla Reggia l'attenzione che merita». Non molto dissimile la posizione della presidentessa del Fai di Caserta, Donatella Cagnazzo: «Conosco personalmente il soprintendente Gugliemo dice e lo stimo moltissimo: per la straordinaria competenza e per la passione che mette nel suo lavoro. E' notorio che da Roma arrivino risorse praticamente irrisorie per provvedere alla manutenzione. Il soprintendente, inoltre, è costretto a dividersi tra troppi incarichi: oltre alle sedi di Napoli e Caserta che guida da tempo, recentemente gli è stata affidata anche la responsabilità ad interini della soprintendenza di Salerno. Credo, invece, una delle concause principali dei disagi derivi dall'atteggiamento di gran parte del personale, eccessivamente sindacalizzato ed abituato da troppo tempo ad un certo andazzo. Ad esempio, mi pare assurdo che i custodi di uno dei monumenti più conosciuti e visitati al mondo non indossino la divisa d'ordinanza ed un badge di riconoscimento. Certo, poi, bisognerebbe sapere se il ministero ha mai stanziato negli ultimi anni i fondi per l'acquisto delle divise».