Non sempre i numeri interpretano del tutto i fenomeni economici. Siamo abituati a leggere più fra le cifre che fra le righe smarrendo qualche informazione. Nei primi 7 mesi del 2008 la domanda turistica per Roma è scesa del 3,7 nelle presenze e del 4,4 negli arrivi rispetto allo stesso periodo del 2007. La permanenza media dei turisti è ferma a 2,5 giorni, con lo scarto decrescente di qualche centesimo di punto anno dopo anno. Roma soffre anche della sostanziale staticità nel sistema di rilevazione delle presenze, poiché in periodo di prezzi crescenti i turisti si rivolgono a strutture non codificate: arrivano, si fermano in città, ma non è possibile rilevarne il numero. Nonostante ciò la capacità attrattiva della città resta elevatissima rispetto allItalia: 72 le presenze dal 1996 al 2007 rispetto al 26 dellintero Paese. Anche il calo di turisti stranieri dovuto allapprezzamento delleuro (-7) e la perdita di quasi 18.000 visitatori nei musei ad agosto 2008 rispetto ad agosto 2007 meritano valutazioni corrette. Nel panorama nazionale siamo saldi al primo posto per "appeal" della città e per vivibilità urbana (il 34 delle preferenze per lattrattività e l82 di soddisfazione per la vivibilità, secondo lindagine RUR 2008). Siamo capitale per il social living, tantè che Gucci ha deciso di trasferire da Firenze a Roma il proprio ufficio stile perché la capitale è un luogo fertile per trovare linfa ispiratrice, maggior respiro e scambi internazionali. La capitale, punta di diamante del turismo italiano, soffre sia del momento congiunturale (euro forte; incremento dei costi dei trasporti; incertezza negli stessi trasporti; minore capacità di consumo e di spesa dei viaggiatori) sia della mancanza di un ?progetto città atto a rendere il nostro territorio realmente competitivo. Roma ha bisogno di mettere in cantiere iniziative in grado di segnare una svolta radicale nella sua competitività: Milano avrà lExpo 2015, Torino sta lavorando ad Esperienza Italia per il 150 anniversario dellUnità Nazionale. Si tratta di iniziative che di certo avranno un respiro nazionale, non legato ai soli territori ospiti, per le quali è opportuno che la Capitale interpreti il suo ruolo. Dobbiamo poi perfezionare lincontro fra capacità attrattiva della città e offerta turistica, analizzando la proposta di uno star rating al passo con i tempi e ragionando sul fatto che oggi il contenuto tecnico del prodotto è necessario ma non più sufficiente senza idoneità del contenuto funzionale: qualità di erogazione, qualità delle risorse umane, qualità della comunicazione, qualità delle infrastrutture e dei trasporti. Poiché il turismo può sicuramente andare altrove, ma Roma non si delocalizza e non possediamo altro settore così fortemente labour intensive nei nostri giorni. Centro Studi Unione degli Industriali e delle imprese di Roma