Dopo dieci anni dipolemiche è stato inaugurato in silenzio, senza tagli di nastri né autorità. In un orario informale e assolutamente irrituale per unopera che può vantare il titolo di "Quarto ponte di Venezia": le 13:41 di giovedì 11 settembre 2008. Così, mentre il popolo della Biennale festeggiava linaugurazione di «Beyond Architecture», se ne sono accorti solo i frettolosi frequentatori della Stazione ferroviaria di Santa Lucia e i turisti diretti a Piazzale Roma. E il Ponte della Costituzione, progettato dallingegnere e architetto spagnolo, Santiago Calatrava, famoso per laudacia dei suoi celebri ponti, come il Punte de la Mujer di Buenos Aires; il Puente del Alamillo sul Guadalquivir; il Bach de Roda a Barcellona e i tre viadotti di Reggio Emilia. La storia veneziana, iniziata nel 1997, si è conclusa in sordina dopo roventi polemiche sulla stabilità della struttura e sulla lievitazione dei costi, che hanno confermato quella "maledizione della Laguna" che aleggia sulla parola "moderno" ogni volta che si pone mano a un cantiere a Venezia. Nellultimo secolo ne hanno fatto le spese Le Corbusier, Kahn, Wright e dunque non sorprende in fondo che anche il più giovane Calatrava andasse incontro a un fato di incomprensioni e di dileggi. Eppure lopera è incontestabilmente bella come testimoniano le frotte di turisti che si sono subito passate la parola eleggendolo spontaneamente come nuova icona per lo sfondo delle foto ricordo, al pari del più visibile Ponte di Rialto o del romantico Ponte dei Sospiri. Un arco di 81 metri, largo 6 metri alla base e 9 al centro, si alza per circa 10 metri sullacqua, conuna struttura in acciaio che sorregge un pavimento in vetro e pietra dIstria. Niente tiranti in acciaio, né pleonastiche arpe metalliche o ali di farfalla secondo la nota propensione espressionistica di Calatrava: una semplice freccia che si salda alla sponda con laccogliente invaso di due banchine in pietra dove già si registra il tutto-pieno dei luoghi amati dalla gente. In unarea dove Venezia è ancora una promessa o solo un ricordo, una nuova architettura accende il piccolo miracolo di rendere inusuale un paesaggio destinato alla fretta, tanto da far venir voglia di immaginarsi cosa potrebbe essere la piazza della ferrovia con la mediocre Stazione di Angiolo Mazzini sostituita da un edificio capace di creare un luogo e non fingersi di adeguarsi a una scenografia di cartapesta. Non è il Ponte dunque a essere inadeguato, ma la capacità della committenza pubblica a esercitare correttamente il suo ruolo Dopo decenni di immobilismo e leggi capestro, in Italia, lo Stato si è dimenticato di come si fa larchitettura, di come si organizza un cantiere, di come si costruisce il dialogo attorno al nuovo... Come lAuditorium di Piano a Roma, il Ponte di Venezia è la dimostrazione che la qualità in Italia è una scommessa che larchitetto deve giocare in proprio: magari a dispetto dei suoi stessi finanziatori.