Il commissariamento di Pompei torna sui suoi passi. Almeno così pare dallesito dellultima riunione tenutasi giorni fa al Ministero. Pare che il soprintendente Pietro Giovanni Guzzo possa recuperare almeno parte di quei 40 milioni di euro che aveva già impegnato in opere di conservazione, ma che il 5 agosto scorso aveva dovuto cedere al commissario straordinario Renato Profili (voluto dal ministro Bondi) per le sue urgenti attività di risanamento del "degrado" nella città. Ora infatti si è chiesto a soprintendente e commissario di vagliare assieme quali delle opere già commissionate da Guzzo debbano necessariamente procedere. E si è chiesto a Profili di far valere la propria autorità per velocizzare le procedure burocratiche che sempre rallentano lattività della Soprintendenza. Pare insomma che il commissario, lungi dallesautorare il soprintendente, debba anzi coadiuvarlo. Dunque un punto a favore di Guzzo in una sorta di braccio di ferro che per ora non pare giovare molto a Pompei e rimbalza pericolosamente sulle pagine dei quotidiani di mezzo mondo. Così Guzzo ha comunque approfittato del convegno promotore della nascita di un "Centro di eccellenza" pompeiano (15-16 settembre), per osservare come il commissariamento sia stato finora un ostacolo al comunque tortuoso procedere delle attività a Pompei, e sottolineare la fragilità di una «struttura destinata a risolvere nello spazio di un anno una denunciata ma non argomentata situazione di emergenza che di fatto è iniziata nel 1748». Si è poi pronunciato anche sui compiti di ordine e sicurezza pubblica assegnati al commissario. «Da sempre larea archeologica e la città moderna di Pompei hanno proceduto su binari divergenti. Noi abbiamo più volte proposto al Comune di utilizzare gli spazi periferici dellarea archeologica per creare collegamenti "verdi" nella città, ma non si è mai fatto nulla perché avrebbe ostacolatogli interessi di corporazioni cittadine. Ora ciò rientra tra i compiti del commissario. Vedremo se saprà davvero fare qualcosa, cosa farà e come lo farà». Dalla Soprintendenza il commissario avrà comunque - sempre a detta di Guzzo -piena collaborazione e rinnovata disponibilità a sintonizzare le azioni allinterno dellarea archeologica con quelle allesterno. Così nei discorsi del convegno il contingente si mescolava coi progetti ad ampio respiro del Centro di eccellenza. E unidea semplice e al contempo potente: unire tutte le esperienze e i saperi maturati a Pompei in oltre due secoli per metterli a frutto anche altrove con corsi di formazione, progetti, ricerche, partenariati con altre istituzioni. Il Dottorato di ricerca che si avvierà con lUniversità Federico II di Napoli e la Normale di Pisa è già una svolta: un corso non solo accademico ma capace di coniugare ricerca, tutela, gestione e comunicazione per formare professionisti che sappiano agire concretamente sul territorio. Corso che ha un illustre precedente nella Scuola nata nel 1866 per volere di Giuseppe Fiorelli proprio a Pompei perché "palestra archeologica" deccezione svincolata dal puro teorizzare accademico. Ed è ancora più datata lidea di reimpiegare altrove lesperienza pompeiana perché già i Borboni usavano il personale di Pompei per interventi in altri luoghi archeologici del Regno. Pompei dunque come fabbrica di conoscenze davanguardia. Pompei luogo da sempre oggetto delle attenzioni del mondo e che deve continuare a vivere in prospettiva internazionale. Anche grazie al Centro. È dunque netta la divergenza rispetto alle aspettative dellamministrazione comunale troppo concentrata, a detta di Guzzo, nei propri localismi. Eppure si dovrebbe trovare un punto dincontro tra micro e macroprospetti va. Una città vesuviana meno estesa di Pompei, e meno complessa, ci sta provando. Ercolano ha trovato un padre buono, il signor David Packard che dal 2ool ha avviato, in accordo e su direttive della Soprintendenza, un articolato programma di interventi che sta risollevando la città antica dalle drammatiche condizioni in cui versava. Mentre la Soprintendenza sta ultimando importanti lavori di consolidamento e ha creato un nuovo accesso agli scavi e un giardino pubblico con affaccio (impagabile) sugli scavi e sul Golfo. E a due passi da lì, per volere di Comune e Provincia, è appena nato il "MAV", un Museo interamente virtuale che offre ai visitatori un vero e proprio viaggio nel tempo, e agli ercolanesi una piazza culturale con bookshop, bar, auditorium, sale per proiezioni ed esposizioni. Il tutto in un edificio anni Venti che, un tempo abbandonato e simbolo del degrado della città, aspira oggi a diventare testimone della sua rinascita. Mentre sempre più ospiti scelgono di soggiornare a Ercolano grazie al Miglio dOro Park, hotel nato dalla ristrutturazione di una delle famose ville. Nelle terre vesuviane, da sempre meta di turismo "mordi e fuggi" per difficoltà di trovare in loco un alloggio confortevole, questa è quasi una svolta epocale.
ARCHEOLOGIA - POMPEI FA SCUOLA
Il commissariamento di Pompei sembra essere stato un ostacolo al comunque tortuoso procedere delle attività a Pompei. Il soprintendente Pietro Giovanni Guzzo ha recuperato almeno parte dei 40 milioni di euro impegnati in opere di conservazione. Il commissario straordinario Renato Profili ha dovuto vagliare con Guzzo quali delle opere debbano procedere. Il commissario è stato chiesto di velocizzare le procedure burocratiche. Guzzo ha approfittato del convegno promotore della nascita del "Centro di eccellenza" pompeiano per sottolineare la fragilità della struttura destinata a risolvere la situazione di emergenza. Il commissario avrà compiti di ordine e sicurezza pubblica.
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