Per salvare la necropoli di Tuvixeddu la Regione si appella all'Unesco. L'area archeologica si candida così a diventare patrimonio dell'umanità: la richiesta è stata presentata direttamente dal presidente Renato Soru al responsabile dell'Ufficio Unesco presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Che ha chiesto un incontro urgente al Ministro per i beni culturali Sandro Bondi per discutere definitivamente della tutela dell'intero sito dall'eccezionale valore storico. «La possibilità di iscrivere il patrimonio della cultura fenicio-punica del Mediterraneo alla World Heritage List è stata già oggetto di contatti preliminari in ambito transregionale e transfrontaliero», spiega una nota dell'assessorato regionale dei beni culturali. « La Sardegna è la regione in cui maggiormente si sono conservate presenze e testimonianze fenicio - puniche (Tuvixeddu-Tuvumannu, Tharros, Nora, Monte Sirai, Sulki ecc.) e pertanto l'Isola si candida come promotrice, con Malta e la Sicilia, per stipulare i protocolli di intesa ed i dossier finalizzati al riconoscimento». La Regione si gioca tutte le carte a disposizione. Si arrende al muro giudiziario che continua a dargli torto, ma guarda oltre. Fuori dai confini regionali e nazionali. L'obiettivo è l'Unesco, organizzazione delle nazioni unite per l'educazione, la scienza e la cultura fondata dalle Nazioni unite il 16 novembre 1945 per incoraggiare la collaborazione tra le nazioni nelle aree dell'educazione, scienza, cultura e comunicazione. Non a caso: una delle principali missioni dell'Unesco è quella di identificare, proteggere, tutelare e trasmettere alle generazioni future dei patrimoni culturali e naturali di tutto il mondo. Senza comunque trascurare e auspicare l'intervento del Governo: «Le recenti posizioni del Ministro in relazione al Pincio fanno ben sperare in un intervento netto e definitivo, come preannunciato dall'attivazione del Soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici della Sardegna di procedure vincolistiche e dalla sospensione delle concessioni paesaggistiche rilasciate dal Comune di Cagliari». E mentre si tenta il tutto per tutto, sfruttando tutti i canali ancora percorribili, la Regione lancia Tuvixeddu nell'etere: da ieri, la necropoli fenicio punica più grande del Mediterraneo è on line. «Centinaia di immagini, video, intere pubblicazioni scientifiche, una rassegna stampa aggiornata quotidianamente e le ultime notizie sugli accadimenti che riguardano larea di Tuvixeddu - Tuvumannu», si rende noto dallo stesso sito istituzionale della Regione, sono «a disposizione di chiunque voglia saperne di più». Il sito racconta la storia plurisecolare di Tuvixeddu ripercorrendo le fasi storiche che hanno interessato l'area «soffermandosi anche sulle caratteristiche geografiche, su aspetti legati al costume, all'ambiente e al territorio, alle curiosità e agli aneddoti che riguardano Tuvixeddu, da sempre profondamente radicato nel sentimento popolare».
Tuvixeddu, Regione chiama l'Unesco la necropoli "patrimonio dell'umanità" Ora la storia del colle è anche on line
La Regione della Sardegna si appella all'Unesco per salvare la necropoli di Tuvixeddu, considerata la più grande del Mediterraneo. La Regione ha presentato una richiesta diretta al responsabile dell'Ufficio Unesco presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. La Sardegna è la regione con il maggior numero di presenze e testimonianze fenicio-puniche, quindi si candida come promotrice per l'iscrizione del patrimonio della cultura fenicio-punica del Mediterraneo alla World Heritage List. La Regione ha già iniziato a promuovere l'area attraverso un sito web che racconta la storia e le caratteristiche di Tuvixeddu.
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