ROMA - Una nuova illuminazione serale dei Fori Romani, probabilmente affidata al «mago delle luci» e premio Oscar Vittorio Storaro, che non sia solo un modo per evitare furti notturni ma diventi un «segno» culturale nelle notti romane. Un sistema sperimentale per spiegare ai visitatori la storia e il significato del monumento che ora vedono ridotto, dopo secoli, magari a poche colonne o a una pianta appena comprensibile a un profano. La realtà virtuale per raccontare comera quello stesso monumento ai tempi in cui fu realizzato. Servizi di accoglienza rinnovati, a partire dalla biglietteria e per arrivare a un nodo di cui si parla sempre troppo poco nei musei italiani, i servizi igienici. Nuove cancellate di sicurezza per i fornici a pianterreno del Colosseo, fatte a mano, al posto dei vecchi tubi industriali. Alla soprintendenza archeologica romana si sta lavorando al futuro. I dati sul tavolo del soprintendente Angelo Bottini impressionerebbero qualsiasi funzionario dei Beni culturali: «Colosseo e Foro Romano, secondo le proiezioni di cui disponiamo, alla fine del 2008 raggiungeranno quota sei milioni di visitatori. In una città che ha registrato un sensibile calo del turismo, questo aumento controtendenza dimostra che il patrimonio archeologico romano ha una funzione fondamentale anche nelleconomia della città». La riflessione ha portato Bottini e i suoi uffici a una deduzione non secondaria: «Dobbiamo adottare lottica dei visitatori collocando la fruizione al primo posto. Attenzione. Una fruizione che mai abbandoni i criteri della tutela, anzi». Ma la strada è lunga. Almeno a giudicare dalle attuali condizioni del Foro Romano dove quasi nessuno monumento è «leggibile». Mancano indicazioni chiare, le semplici targhette esistenti in qualsiasi museo. E uno dei rammarichi dellarcheologo Andrea Carandini, a suo avviso il Foro è «incomprensibile»: «Ha perfettamente ragione. Troppi archeologi pensano che, guardando un muro alto mezzo metro, chiunque sia in grado di ricostruire loriginale. Evidentemente non è così. Ma dobbiamo procedere con attenzione. A primavera proprio al Colosseo inaugureremo la grande mostra sul bimillenario della dinastia Flavia. Vespasiano infatti nasce nel 9 dopo Cristo e il Colosseo è il più significativo monumento della dinastia. Lì sperimenteremo i nuovi sistemi di visita guidata sia allAnfiteatro Flavio che ai Fori Romani, puntando in un primo momento sui monumenti della dinastia Flavia. Faccio un esempio: raccontare in modo innovativo la strada che, dal Colosseo, conduce allArco di Tito». Ovvero allimperatore figlio, successore di Vespasiano. A cosa pensate? «Non abbiamo ancora adottato una strategia definitiva. Ma sicuramente esordiranno al Colosseo e ai Fori supporti informativi diretti. Per esempio cartelli che si concilino con lambiente circostante. Ricostruzioni virtuali. Dovremo agire senza trasformare Fori, Palatino e Colosseo in unaula didattica magari rovinando, nel caso del Palatino, lidentità consolidata di un bene archeologico immerso in uno straordinario parco storico». Bottini sa che il passaggio verso le nuove tecnologie non sarà indolore: «Sicuramente scontenteremo qualcuno. Ma è un rischio da correre». Per quanto riguarda il Colosseo? «Chi verrà potrà avere finalmente un quadro chiaro di orari. Verrà migliorato il sistema di accoglienza e cercheremo il modo di rendere meno spiacevoli le lunghe e inevitabili file al botteghino». Altra novità, sarà il «secondo lato» del Colosseo, quello verso san Giovanni: «E riemersa una parte del lastricato originale e il comune di Roma ha iniziato i lavori di risistemazione della piazza. Finalmente avremo la possibilità di far visitare il Colosseo in modo "circolare". Per di più organizzeremo un cantiere-mostra di restauro continuo di alcuni pezzi di marmo ritrovati in quella zona durante i lavori di scavo». Infine una novità che, solo sulla carta, sembra secondaria. Bottini ironizza: «Cadrà forse lultimo muro dEuropa. In alcune aree del Foro una rete divide il cantiere di pertinenza del Comune di Roma da quello del ministero statale. Col collega soprintendente romano, Umberto Broccoli, stiamo tentando di unificare gli interventi». La vecchia burocrazia non si smentisce mai. Nemmeno quando si tratta di archeologia.
ROMA - La notte dei Fori con le luci di Storaro
La città di Roma sta lavorando per migliorare la fruizione del patrimonio archeologico romano, con l'obiettivo di raggiungere i sei milioni di visitatori entro il 2008. Il progetto prevede l'introduzione di nuove tecnologie, come la realtà virtuale e la rete di supporti informativi, per rendere più accessibili e comprensibili i monumenti. Il Colosseo e i Fori Romani saranno i primi a beneficiare di questi cambiamenti, con la possibilità di visitare il Colosseo in modo "circolare" e di accedere a nuovi servizi di accoglienza. Inoltre, verranno migliorati i servizi igienici e si stanno lavorando per unificare gli interventi del Comune di Roma e del ministero statale.
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