Che cosa sta succedendo nel cantiere di via Roma? A che punto è la campagna di scavi archeologici? In molti se lo chiedono a Caorle e lo fanno in particolare in questi giorni dopo la diffusione di alcune fotografie che mostrano una ruspa mentre calpesta e distrugge diversi reperti lignei recuperati durante gli scavi. I reperti in questione sono alcuni pali di legno che non farebbero parte, stando a quando riferito dal personale della Soprintendenza ai beni archeologici, di quella struttura medievale per la piscicultura, anteriore al 1300, definita dagli stessi addetti ai lavori unica nel suo genere. Resta comunque l'interrogativo sul perchè questi reperti siano finiti praticamente sbriciolati. Quei pali spiegano i tecnici sono stati studiati, catalogati e però ritenuti non significativi dal punto di vista storico. E' stato quindi deciso di non recuperarli come invece è stato fatto con i reperti provenienti dalle strutture più interessanti. I resti della valle da pesca, insieme ad altri reperti recuperati nell'area ovest degli scavi, sono infatti già stati quasi tutti salvati ed inviati a Pisa, dove si trova il centro nazionale di restauro per il legno bagnato. Una seconda spedizione di reperti dovrebbe essere trasferita nei prossimi giorni sempre al centro di restauro di Pisa dove un intero capannone è stato assegnato a quanto recuperato in questa campagna di scavi archeologici. Campagna che durerà ancora diverso tempo a quanto pare: sembra infatti che gli scavi abbiano raggiunto solamente gli strati più superficiali di terreno.Tutti i reperti restaurati saranno poi ospitati nel futuro museo di archeologia del mare di Caorle.