La bellezza della città passa dalla ristrutturazione dei suoi edifici più belli, pubblici o privati che siano Il recupero del centro storico passa attraverso la ristrutturazione di alcuni edifici di grande rilievo architettonico, ma anche con il recupero degli edifici privati e il ritorno di insediamenti artigianali e commerciali nella zona antica della città. Lo afferma l'assessore comunale ai lavori pubblici Renato Buscaglia nel fare il punto sui lavori di ristrutturazione di alcuni tra gli immobili più pregiati del cuore cittadino. «Comincerei dall'ex Collegio dei Padri Filippini che sostanzialmente è pronto. Mancano solo i radiatori e la centrale termica dell'impianto di riscaldamento e il sistema di allarme, oltre agli arredi. In proposito abbiamo già il progetto esecutivo, redatto dall'Ufficio tecnico, per un importo di 447 mila euro, che abbiamo inserito nel piano triennale delle opere pubbliche che a giorni andrà all'esame del Consiglio comunale». - Cosa pensate di farne? «Lo destineremo ad attività culturali: al piano terra abbiamo delle sale che si prestano per piccoli convegni o riunioni, ma anche per iniziative come delle mostre di pittura. Il primo piano è già attrezzato per sistemarvi una pinacoteca, mentre al secondo piano c'è una sala convegni architettonicamente molto bella e altri 4 saloni con una meravigliosa vista a mare. L'avrebbe voluto anche il Consorzio universitario stabilmente, ma noi intendiamo agevolare la fruizione del pubblico e quindi non lo cederemo se non occasionalmente. Pensiamo di averlo pronto all'uso entro un anno, magari con i fondi Por». - Di fronte c'è il Museo Civico... «Lì la situazione è diversa. C'è ancora parecchio da fare all'interno. Esiste un progetto dell'ing. Di Cristina per il completamento, per un ammontare di 3 milioni e 750 mila euro. Contiamo di avere dei finanziamenti dalla Comunità Europea. Altri 2 milioni e 250 mila euro servirebbero per sistemare l'impiantistica del teatro Luigi Pirandello. Per questi lavori c'è già il progetto esecutivo». - Voi attribuite molta importanza a queste opere «Non c'è dubbio! Il loro completamento è fondamentale per il rilancio del centro storico, ma sicuramente non è tutto. Anche i privati devono fare la loro parte ma dobbiamo metterli nella condizione di trovare conveniente investire nel centro storico». - In che modo? «Anzitutto attraverso un sistema di incentivazioni, ma anche risolvendo una serie di problemi che oggi sembrano insormontabili, a partire da quelli della viabilità e dei parcheggi. Bisognerebbe sedersi attorno ad un tavolo per vedere cosa si può fare: potrebbe non essere la fine del mondo, ad esempio, se si concordasse la demolizione di alcuni edifici fatiscenti ed archiettonicamente di nessuna importanza. Oppure si potrebbero ristrutturare altri edifici adattandoli al loro interno a parcheggi. Il tutto naturalmente nel rispetto del piano particolareggiato del centro storico. C'è anche il problema delle vie di fuga in caso di emergenze. Insomma credo che si debba discutere insieme Comune, Soprintendenza ai beni culturali, Genio civile e Protezione civile, con il contributo delle forze sociali e degli ordini professionali, per trovare tutti insieme le soluzioni migliori».