Caro Schiavi, a proposito di arredo urbano, segnalo il caso del palazzo nato da un progetto di Gio Ponti del 19511952, come sede dei nuovi uffici della «Montecatini», in largo Donegani 1, che ora si chiama largo Stati Uniti d' America: è un importante esempio di architettura per uffici del dopoguerra. Integrava i già edificati immobili rispettando caratteri architettonici e materiali e ridisegnava lo sviluppo della piazza, centrando all' interno della stessa una fontana. Negli ultimi anni abbiamo dovuto assistere a una serie di «mutamenti» della piazza: la fontana, centrale rispetto alla nuova costruzione come da progetto iniziale, veniva decentrata, il palazzo veniva circondato da delle orrende «bare» in marmo, per evitare soste selvagge e per sicurezza di un consolato che ha uffici all' interno dell' edificio; in ultimo una orrenda pensilina d' acciaio e vetro antiproiettile, oltre ad altro materiale incompatibile, fuoriesce dal fianco destro della costruzione, a protezione dell' ingresso del solito consolato. Milano non ha grandi esempi di valida architettura nel dopoguerra, ma se non riusciamo a salvaguardarne i pochi, ben visibili, da deturpamenti costruttivi, come quello dell' architetto Gio Ponti, non possiamo pensare di vantarci come grandi innovatori di progetti avveniristici, vedi i nuovi grattacieli della Fiera e tutto quello che si pensa di fare per l' Expo. Stefano Perani Caro Perani, un' emergenza può giustificare un intervento sbagliato per garantire la sicurezza delle persone? Io credo di sì. Per questo voglio pensare che il suo messaggio sia da intendersi così: superata la fase dell' urgenza si può trovare un equilibrio tra le ragioni della difesa e la tutela architettonica. Nel palazzo di Gio Ponti c' è il consolato Usa: questo spiega le misure di protezione adottate. Ma l' amicizia di Milano con gli Stati Uniti non è certamente messa in discussione se il Comune o la Sovrintendenza o l' Ordine degli architetti si mostrano attenti alla salvaguardia di un esempio di buona architettura. Purtroppo il brutto ci assedia, non solo con i grattacieli storti dell' ex Fiera, anche con certi marciapiedi allargati in via Manzoni. Ogni tanto qualcuno parla di cultura del bello a Milano. E i sopralzi? E l' arredo di corso Garibaldi? E i lampioni di corso Lodi? P.S. Si dice che il consolato Usa presto si trasferirà in una villa da restaurare in piazzale Accursio. Chi si farà carico di pagare la risistemazione della zona? gschiavircs.it Pagina 9
LA PALAZZINA DI GIO PONTI E LE RAGIONI DELLA SICUREZZA
Il palazzo di Gio Ponti, costruito nel 1951-1952 come sede dei nuoi uffici della Montecatini, è un esempio di architettura per uffici del dopoguerra. La piazza è stata modificata negli ultimi anni: la fontana è stata decentrata, il palazzo è stato circondato da bare in marmo e una pensilina antiproiettile è stata aggiunta. Il consolato Usa ha uffici all'interno dell'edificio. Il messaggio del signor Perani è che un intervento sbagliato per garantire la sicurezza può giustificare la tutela architettonica. Il palazzo di Gio Ponti è un esempio di buona architettura che merita di essere salvaguardato.
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Luogo