Dopo ventanni saranno abbattute le baracche che ingombrano i giardini di corso Indipendenza. I quattordici negozi che le occupano dal 1989 "in via eccezionale e provvisoria" tornano al loro posto, nello stabile comunale di piazzale Dateo 5 finalmente ristrutturato. Il Comune ha inviato ai commercianti i nuovi contratti di affitto: il trasferimento dovrebbe essere completato entro Natale. E per quanto riguarda i 122 appartamenti disabitati nelledificio, una sentenza del Consiglio di Stato rilancia il progetto di Palazzo Marino di assegnarli secondo un mix sociale: un terzo a studenti e anziani, un terzo famiglie con reddito sotto i 14mila euro lanno e un terzo a quelle con entrate fino a 23mila euro. La proposta avanzata dal Comune ai negozianti per convincerli a tornare in piazzale Dateo è di quelle che non si possono rifiutare. Il contratto daffitto è vantaggioso da un punto di vista economico e al tempo stesso mette fretta: i commercianti devono firmarlo entro il 4 ottobre, poi dovranno comunque lasciare i prefabbricati. Entro Natale saranno consegnate loro le chiavi dei nuovi negozi, che dovranno allestire a proprie spese, e finalmente le ruspe potranno abbattere le baracche. Giancarlo Rizzo, cartolaio, parla anche per i vicini di vetrina: «Anche se dovremo spendere molto fra impianti e arredamento - dice - non accettare la proposta e ritrovarsi per strada sarebbe un suicidio». Il prezzo daffitto è più che attraente: 100 euro annui al metro. In pratica, per un negozio di 50 metri quadri (commerciali) si pagano 5mila euro lanno: 416 al mese. Cifre basse, che risultano ridicole in un quartiere che gli immobiliaristi considerano la Notting Hill milanese, dove per comprare un appartamento si spendono almeno 6mila euro al metro. Bruno Simini, assessore ai Lavori pubblici, annuncia: «Dopo il trasloco dei commercianti i prefabbricati saranno abbattuti subito, non li lasceremo in piedi un giorno più del necessario». Tolte di mezzo le baracche, si pensa al futuro di corso Indipendenza. Secondo i piani del Comune il viale dovrebbe ospitare un parco. Sempre secondo i progetti di Palazzo Marino, però, sarà anche interessato dai lavori per la linea 4 della metropolitana, nel tratto che dal Policlinico porterà a Linate. Unopera non ancora finanziata, ma indicata come prioritaria nel programma per Expo 2015. Si passa dalle baracche al cantiere, insomma, e il parco aspetta. Per Maurizio Cadeo, assessore comunale al Decoro urbano, «il progetto di trasformare il viale in unarea verde non si discute, ma sarebbe assurdo buttare via i soldi dei contribuenti per fare ora un parco, sapendo che MM dovrà scavare per fare lì sotto la nuova linea del metrò. Andiamo per passi: intanto il ritorno dei commercianti in piazzale Dateo e labbattimento delle baracche sono belle notizie». Nel palazzo, vincolato dalla sovrintendenza ai Beni architettonici, i negozi divideranno il piano terra con un centro anziani (più micro-asilo) e un centro servizi per studenti universitari. Il centro anziani è già funzionante, occupa parte del lato ovest delledificio lungo via Uberti e si estenderà al lato nord su via Goldoni. Il centro per studenti, in gran parte finanziato ma ancora da allestire, si svilupperà invece sul lato est, lungo via dei Mille. Le dodici vetrine occuperanno quindi parte di via Uberti e tutto il lato Sud (quello sul piazzale). Per capire chi andrà ad abitare negli appartamenti sfitti ai piani superiori, ancora si attende. A parte quelli occupati dalle famiglie che hanno perso la casa due anni fa con lo scoppio di via Lomellina, gli altri sono vuoti: 122 su 157 totali. Il Consiglio di Stato in agosto ha dato torto al sindacato degli inquilini Sicet-Cisl, che aveva vinto un ricorso al Tar chiedendo che tutte le case fossero assegnate a famiglie con reddito basso. Torna allora valida lidea di assegnarle in base al mix sociale. Lassessore al Demanio, Gianni Verga, assicura: «Il progetto della coabitazione fra famiglie, giovani e anziani va avanti». E in Comune si comincia a lavorare ai bandi per le assegnazioni degli appartamenti.