Le 35 opere in gesso di Rubino finiranno alla Gam o allAccademia Albertina Trentacinque sculture in gesso di Edoardo Rubino - una delle grandi firme tra Otto e Novecento a Torino ma anche sulla scena internazionale, pluripremiato e autore di importanti monumenti in città, da quello a De Amicis in piazza Carlo Felice alle sculture per Baratti Milano in piazza Castello, oltre che scultore amato e richiesto dalla famiglia Agnelli ? sono state acquistate qualche tempo fa dalla Bottega di San Luca di Ezio e Nadia Benappi con lantiquario Pier Luigi Sibona. Una raffinata operazione culturale a opera di privati, con un lieto fine. Da giovedì la raccolta, proveniente dallatelier dellartista di via Asti e fino a qualche tempo fa in mano agli eredi, sarà esposta nella sede della Bottega di San Luca, in via Andrea Doria 10, nella mostra "Gypsum silente". Poi, a metà novembre, passerà nelle mani della Regione, che lha comprata per darla in concessione a unaltra istituzione, si presume lAccademia Albertina o la Gam. «Ci è sembrato un acquisto importante, così abbiamo già impegnato una cifra consistente e avviato i contatti con gli enti che potrebbero ospitare la raccolta, purché si impegnino a valorizzarla ed esporla, non a metterla in deposito» dice Maria Grazia Ghiazza, soprintendente ai beni librari regionali che con la direttrice dei beni culturali Daniela Formento ha portato avanti loperazione. A favore dellAccademia gioca il fatto che Rubino, già allievo di Luigi Belli, vi abbia a lungo insegnato (fu titolare della cattedra di Scultura dal 1924), la Gam potrebbe però avere la precedenza perché già possiede buona parte degli altri gessi presenti nellatelier di via Asti alla morte di Rubino, nel 1954, selezionati dallallora direttore dei Musei civici Vittorio Viale proprio per volontà dellartista. «Valuteremo con estremo interesse la proposta, anche se in questo momento non siamo in grado di sapere come potremmo valorizzare la raccolta, per i soliti motivi legati agli spazi», risponde il vicedirettore in via Magenta Riccardo Passoni. In attesa dei futuri sviluppi, si possono ora ammirare negli spazi di via Andrea Doria quei gessi trovati in stato di forte degrado e ora restaurati dagli allievi della Scuola del Sermig, con la supervisione di Fausto Mosca. Sono esposti in modo scenografico in una sala, pare che dialoghino tra loro, sullo sfondo la ricostruzione di un atelier di artista. Ecco entrando gli altorilievi con putti intenti alla vendemmia, modelli delle sculture tuttora sulla facciata di BarattiMilano, il ritratto di Federico Sclopis (il bronzo è nei giardini della Cittadella) e ancora la "Seminatrice" che accompagna il monumento a Edmondo De Amicis di fronte a Porta Nuova. Tra gli altri pezzi - esposti tra la sala e un corridoio che termina con una bacheca con i disegni e materiali documentari legati allopera di Rubino, accanto ci sono pure i ferri del mestiere ? la "Testa della Vittoria", modello originale per la statua che si erge al centro del Palazzo delle Poste di via Alfieri. E ancora "LOfferta", gesso preparatorio della statua di cui si conserva un esemplare nellatrio del Centro di produzione Rai di via Verdi, mentre allingresso della mostra si trova "Verso la pace", bassorilievo per la tomba Boido nel cimitero Monumentale di Torino. «Vorremmo spezzare una lancia a favore di chi, come noi, piccole, anzi piccolissime istituzioni private, crede in un lavoro serio, dove il mercato può scrollarsi di dosso quellormai obsoleto fardello di unaccezione negativa quanto controproducente che tanto ha condizionato il mondo dellarte» scrive Nadia Benappi nel catalogo della mostra. Mostra che potrà servire a riscoprire un artista che ha lasciato segni importanti in città. Portano la sua firma per esempio la statua del Faro della Vittoria alla Maddalena, inaugurata nel 1928, e il grande busto in marmo di Giovanni Agnelli, del 42, che si staglia sotto la volta del padiglione Nervi a Torino Esposizioni.