Vignali: questa mostra non poteva che essere nella nostra città. Sommi: Correggio consacrato tra i grandissimi, finalmente Alla fine anche il cielo ha sorriso al pittore dei cieli e l'inaugurazione della mostra del Correggio si è potuta tenere ieri pomeriggio, dopo una mattinata piovosa, nel cortile del Guazzatoio, sotto un timido sole. Ennesimo indizio di un evento nato sotto un segno felice, come tutti hanno sottolineato nei discorsi ufficiali, da una rivalità - con la mostra correggesca romana di Galleria Borghese - divenuta collaborazione, e con la sinergia di istituzioni, enti, privati. Tutti uniti nel restituire al Correggio «il riconoscimento che merita fra i grandi del Rinascimento, lui che ha dipinto soprattutto a Parma, dove si trova il 95 del suo lavoro, rifiutando il palcoscenico romano. E in questo senso la mostra è un percorso culturale ma anche etico», dice l'organizzatore Luca Sommi, dell'Agenzia eventi speciali del Comune. «Questa mostra non poteva che essere a Parma. E' questo il valore assoluto di un evento, organizzato solo in un anno, destinato ad essere un successo», dice il sindaco Pietro Vignali che, citando anche l'imminente Festival Verdi, ribadisce come la cultura «sia una risorsa essenziale per l'attrattività del nostro territorio». Sul legame con il territorio insiste anche il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi, che non ha mancato all'appuntamento parmigiano anche se è dovuto ripartire poco dopo il suo intervento per raggiungere Vicenza e inaugurare la rassegna su Palladio. «Questa mostra avrà risonanza internazionale e farà di Parma, con il Festival Verdi, una delle capitali della cultura» dice Bondi che, a margine dell'intervento, accenna, parlando del Festival Verdi, al «dovere del governo di supportare le iniziative locali per la cultura». «L'originalità di questa mostra è riscoprire un artista nel suo contesto storico e coinvolgere in questa operazione tutto il territorio - dice il ministro - Ci fa capire come la ricchezza dell'Italia si basa soprattutto sulla provincia e sulle tante città italiane. E questo forse è il vero senso di un federalismo che si fonda sul ruolo delle Regioni, ma anche dei Comuni e dei municipi». «Un Paese che non investe in cultura non ha futuro, e questo i parmigiani lo hanno capito» continua Bondi, che chiude con l'auspicio «che la mostra possa essere visitata da Berlusconi». Sul coinvolgimento del territorio insiste anche il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli. «Assieme a Correggio, proponiamo un itinerario in sette perle del Rinascimento nel Parmense. Un'occasione di valorizzazione culturale e crescita per il territorio». Sulla «difficoltà» del Correggio («carattere difficile, riconoscimento difficile, restauro difficile») si sofferma il rettore dell'Università Gino Ferretti che spiega come l'ateneo sia rimasto assente dalle celebrazioni correggesche di fine Ottocento e del 1934. «Solo nella seconda metà del Novecento si è consolidato lo studio di questo artista e l'università ha fatto finalmente la sua parte, anche con l'aiuto dei set-tori scientifici per la conservazione e il restauro delle opere». Il presidente della Fondazione Cariparma, Carlo Gabbi, ha ricordato l'impegno costante dell'istituzione verso il territorio, l'assessore alla Cultura del Comune, Lorenzo Lasagna, l'importanza di «attualizzare la tradizione culturale di questo luogo straordinario in cui abbiamo la fortuna di vivere», mentre Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese di Roma (dove dal 22 maggio al 14 settembre si è tenuta la mostra «Correggio e l'Antico») ha ripercorso le fasi dell'organizzazione dell'esposizione romana (poi «confluita» in quella parmigiana) e sottolineato «la generosità dei prestatori delle opere, che si sono privati dei capolavori per 8 mesi». Monsignor Franco Grisenti, in rappresentanza del vescovo Enrico Solmi impegnato a Roma in Vaticano, ha ripercorso le tappe che hanno portato all'organizzazione della mostra e ha espresso la speranza che i riflettori puntati su Parma non distolgano l'attenzione «dalle zone montane e collinari, ora marginali, che hanno subito un esodo epocale», augurandosi anche che il Comitato organizzatore trovi il modo per coinvolgere giovani e scuole. Le scintille di una cerimonia fino a quel momento compassata (anche con gli interventi di Matteo Marzotto e Vittorio e Francesca Storaro, si sono accese nel finale con il vulcanico intervento di Vittorio Sgarbi e la piccata replica della soprintendente Lucia Fornari Schianchi. «Ricomponiamoci: Sgarbi crede di essere il solo ad essere arguto, ma è solo perché si allena di più. Noi della Soprintendenza veniamo da mesi di duro lavoro. Non voglio parlare oltre: guardate la mostra e giudicherete».
Il ministro Bondi: Parma capitale della cultura
La mostra "Correggio" è stata inaugurata ieri pomeriggio nel cortile del Guazzatoio a Parma, dopo una mattinata piovosa. L'evento è stato organizzato dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali della Provincia di Parma, in collaborazione con l'Agenzia Eventi Speciali del Comune e altri enti e privati. La mostra celebra il pittore Correggio, considerato uno dei grandi del Rinascimento, e presenta opere del suo periodo, tra cui il famoso "San Girolamo". L'organizzatore Luca Sommi ha sottolineato che la mostra è un percorso culturale ma anche etico, poiché cerca di valorizzare il territorio e la cultura locale.
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