"Presidente, troverà una città difficile», gli aveva detto il governatore Giancarlo Galan, al mattino presto, prima che Giorgio Napolitano lasciasse il palazzo della Regione, a Venezia, per Vicenza. Nel capoluogo berico non si placano, infatti, le polemiche sull'ampliamento della base americana; il 5 ottobre ci sarà il referendum indetto dal Comune: «Sono contento di incontrare voi che rappresentante i cittadini, gli interessi dei cittadini - ha detto il Capo dello Stato nel palazzo Municipale, presenti il sindaco Achille Variati e le maggiori autorità - che, ne sono sicuro, possono e debbono combinarsi con le ragioni della collettività nazionale». Napoletano ha passeggiato tranquillamente per il centro di Vicenza. Le contestazioni del popolo "No Dal Molin" sono state particolarmente contenute; anzi, appena arrivato in città, gli è stata consegnata una bandiera dei contestatori della base; la sera, piuttosto, davanti al Teatro olimpico, qualche cartellone con qualche scritta ingiuriosa ha fatto solo il tempo di alzarsi prima che lo schermassero carabinieri e poliziotti. Prima di significare la propria vicinanza agli ospiti un istituto per anziani, gli si è avvicinata una signora e gli ha detto: presidente, ci aumenti le pensioni. E lui: «Se avessi i cordoni della borsa, ma non ce li ho...». La visita del Capo dello Stato è stata per la gran parte dedicata, in terra berica, al Palladio, ai 500 anni dell'illustre architetto, autore delle più belle ville al mondo. Prima una ricognizione alla "straordinaria" mostra organizzata per questo anniversario. Poi la "memoria" del Palladio, alleata) Olimpico, con gli interventi, fra gli altri, del governatore Galan, del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi e, in conclusione, dello stesso Napoletano, presente anche il vescovo Cesare Nosiglia. «lo non so se nel profondo - ha sottolineato il presidente - siamo tutti consapevoli della magnificenza e dell'unicità del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese. Se ne fossimo tutti davvero consapevoli - ha proseguito il Capo dello Stato - sentiremmo di più l'orgoglio di essere italiani e ne trarremmo motivo maggiore di fiducia anche in un momento difficile come questo». E a questo punto il presidente ha ribadito: «Sento l'onore e la responsabilità di rappresentare questo Paese». Una preoccupazione che il presidente aveva manifestato in mattinata, a Venezia, nell'incontro con Galan. «Abbiamo condiviso la preoccupazione, diciamo pure l'angoscia per la situazione dell'Alitalia», ha riferito il presidente della Regione, confermando poi il "vivo interesse" del Capo dello Stato per la riforma federalista. Ritornando al Palladio e al patrimonio artistico e culturale, Napolitano non ha mancato di ricordare che «la Costituzione ci impone di salvaguardarlo». E ringraziando il contributo delle «amiche istituzioni britanniche», per la tutela appunto di questo patrimonio, Napolitano ha aggiunto: «Ci identifichiamo insieme nella comune civiltà europea che ancora oggi più che mai rappresenta una grande speranza per il mondo». Il ministro Bondi e Galan hanno suggellato questi impegni sottoscrivendo un protocollo di salvaguardia e promozione del paesaggio Veneto.
L'orgoglio italiano? Nei momenti difficili
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato a Vicenza per un incontro con il governatore Giancarlo Galan e per visitare la mostra sul Palladio. Napolitano ha parlato della importanza del patrimonio artistico e culturale del Paese e ha ribadito l'onore e la responsabilità di rappresentare il Paese. Ha anche espresso preoccupazione per la situazione dell'Alitalia e ha sottolineato l'importanza di salvaguardare il patrimonio culturale. Il Presidente ha incontrato anche il sindaco di Vicenza Achille Variati e le autorità locali. La visita è stata seguita da una serie di eventi, tra cui una manifestazione contro l'ampliamento della base americana.
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