Lo storico e scrittore toscano è stato nominato presidente della Fondazione sinora guidata dalla professoressa Annamaria Andreoli In agenda la procedura di «privatizzazione» dell'ente prevista dalla Finanziaria Giordano Bruno Guerri è il nuovo presidente della Fondazione del Vittoriale degli Italiani. Lo ha designato nella giornata di ieri il ministro per i Beni e le Attività culturali Sandro Bondi, trasmettendo il decreto alle Commissioni Cultura di Camera e Senato per i rispettivi pareri. Guerri subentra ad Annamaria Andreoli, ordinario di Letteratura all'Università di Potenza, nota italianista, tra i massimi esegeti del Vate, alla guida della Fondazione dal 1997, quando fu incaricata dall'allora ministro Veltroni. Guerri è storico, scrittore, giornalista, autore e conduttore di trasmissioni televisive. Attualmente è presidente della Fondazione «Ugo Bordoni» e opinionista del Giornale. Conosce a fondo il Vittoriale e il suo «magnifico abitatore». L'ultima volta è stato qui nel mese di luglio per presentare la sua ultima fatica letteraria, «D'Annunzio. L'amante guerriero» (Mondadori), rilettura non convenzionale di un personaggio bistrattato dalla storiografia «come lui orba da un occhio». Il ministro Bondi, nel ringraziare Annamaria Andreoli «per la passione, la competenza, il rigore scientifico e la professionalità con cui ha adempiuto finora al suo incarico di presidenza, augura ogni successo a Guerri nel compito di custodire e valorizzare la memoria di Gabriele d'Annunzio». Annamaria Andreoli ha parole di stima per il presidente entrante: «Guerri è uno studioso capace, una persona animata da buona volontà, il meglio che si poteva avere per il Vittoriale, dove ancora c'è molto da fare». Il cambio della guardia, apparentemente inatteso, era da tempo nell'agenda del ministro e della presidente Andreoli, ed è maturato di pari passo con la predisposizione del decreto per il riordino della Fondazione, la cosiddetta «privatizzazione» prevista dalla Finanziaria 2008 nell'ambito di un'articolata procedura volta alla soppressione o alla razionalizzazione di enti pubblici. «Il mio - spiega Annamaria Andreoli - era un mandato a termine: me ne sarei andata non appena concluso l'iter di privatizzazione della Fondazione. Ora il decreto, con mia grande soddisfazione, è pronto ed è stato approvato dal Consiglio dei ministri». Non si conoscono ancora i tempi relativi alla sua applicazione, ma il provvedimento segna in ogni caso una svolta significativa per il Vittoriale e probabilmente pone fine alle ambizioni dell'Università di Brescia, che aveva predisposto a suo tempo la pratica per ottenere la gestione del Vittoriale retto come Fondazione privata. Interpellato, Giordano Bruno Guerri si dice «estremamente onorato dell'incarico e grato al ministro Bondi della fiducia accordatami. Il Vittoriale è un patrimonio culturale e storico importantissimo per l'Italia e gli italiani. Riveste inoltre un ruolo fondamentale dal punto di vista economico e dello sviluppo del territorio. La professoressa Andreoli ha svolto in questi anni un lavoro notevole che io cercherò di proseguire con impegno e passione». Nessuna anticipazione, per ora, sui programmi gestionali.