Omaggio del capo dello Stato ai 50 anni dell'aeroporto e alla Biennale Alla fine è andato a vederlo. E l'ha pure attraversato: «Che meraviglia». Dopo aver parlato della Costituzione italiana, Giorgio Napolitano lascia Palazzo Ducale e arriva sul ponte della Costituzione, il nuovo ponte di Venezia che collega piazzale Roma con la Ferrovia, il quarto sul Canal Grande, quello che proprio lui doveva giusto ieri inaugurare, finché, per evitare contestazioni, il sindaco Massimo Cacciari ha deciso di cancellare qualsiasi cerimonia, aprendo la struttura progettata dal valenciano Santiago Calatrava con una settimana di anticipo e, soprattutto, in sordina. Ma non è in sordina la visita di Napolitano: ai piedi del ponte c'è gente che gli chiede di stare giù, per tutto il pomeriggio ci sono state manifestazioni perché il ponte è costato troppo e forse costerà di più. Il Capo dello Stato assiste pure al diverbio tra i due imprenditori che hanno realizzato l'opera: «Presidente, io avanzo quattro milioni di euro, ho 200 operai da sfamare», protesta Lino Lorenzon, il titolare della ditta che, in subappalto, ha costruito le parti in metallo. Napolitano cerca di capire: a Bruno Cignoni, l'imprenditore che ha vinto l'appalto e che Lorenzon accusa dei mancati pagamenti, chiede lumi. Anche sui tempi: «Quanto ci avete messo a realizzarlo?». Risposta: quattro anni. Diverbi. Proteste. Ma c'è anche chi applaude e chi chiede una foto. Come i novelli sposi che, sfidando gli agenti della sicurezza, chiedono al Capo dello Stato di mettersi in posa con loro e, non trovando nessuno pronto a fare clic, passano la macchina fotografica all'architetto Calatrava. Una giornata intensa, per Giorgio Napolitano e la moglie Clio. In mattinata l'arrivo al Marco Polo, subito la cerimonia per i cinquant'anni dello scalo veneziano, giusto mezz'ora in cui parlano il presidente della Save Enrico Marchi, il governatore del Veneto Giancarlo Galan, il presidente della Provincia Davide Zoggia e il sindaco Massimo Cacciari. Napolitano ascolta tutti, ma non dice una parola: un silenzio che i più collegano alle vicende dell'amico Gianni Pellicani, il politico veneziano scomparso due anni fa che "creò" il nuovo Marco Polo ma ne fu anche allontanato. Poi la visita alla Biennale di architettura, alle Corderie il presidente "gioca" con l'installazione che trasmette su un monitor i battiti cardiaci, poi ai Giardini dove al Padiglione Venezia la Regione ha allestito la mostra su Carlo Scarpa. Il bagno di folla nel pomeriggio, quando dall'hotel Gritti, Napolitano e Donna Clio si dirigono a piedi verso piazza San Marco. Il presidente apre il corteo al fianco di Cacciari. I turisti osservano incuriositi, chiedono lumi: «È il presidente della Repubblica?». E giù foto. All'inizio neanche un battito di mani, solo in Calle Larga XXII Marzo qualcuno comincia ad accorgersi: «È Napoletano», spiegano ai clienti, che forse non notano l'errore di vocale, le commesse di una boutique. «Struca el boton», incita una turista evidentemente veneta al marito impacciato con la macchina fotografica. Sul ponte di San Moisè il primo applauso, poi il secondo, dalla riva si fanno sentire anche i gondolieri: «Viva il presidente». C'è chi specifica: «Viva il presidente anche se è un compagno». E gli scappa un «Forza Italia». La foto in piazza San Marco, l'arrivo al Ducale per il convegno sul sessantennale della Costituzione. Quando il dibattito finisce, in piazza ad aspettare il presidente ci sono alcuni operai di Marghera, i sindacalisti della Cgil hanno un documento sulla crisi della chimica, troppi posti di lavoro a rischio. È presto per la cena. Alla Taverna La Fenice, dietro il teatro, nella Sala del Presidente dove già cenò lo scorso anno Napolitano e prima ancora Ciampi, è stato apparecchiato un tavolo ovale per nove, con il Capo dello Stato sono attesi Cacciari e Calatrava, le famiglie Nono e Pellicani, in cucina si sta ultimando la base per il risotto di zucca e porcini. Ma è presto per mangiare, c'è il tempo di salire in motoscafo, raggiungere piazzale Roma e vedere il nuovo ponte intitolato alla Costituzione. «Una meraviglia». Oggi in Consiglio Regionale e poi a Vicenza per il Palladio La seconda giornata della visita di Napolitano in Veneto prosegue oggi tra Venezia e Vicenza. In mattinata il Capo dello Stato incontrerà i consiglieri nella sede della Regione, prima di trasferirsi a Vicenza dove il sindaco Achille Variati e la presidente dei Comitati nazionale e regionale delle celebrazioni palladiane, Lia Sartori, lo accoglieranno per visitare in anteprima la grande mostra «Palladio 500 anni». Nel pomeriggio il Presidente prenderà parte alla cerimonia inaugurale in programma alle 18.30 al Teatro Olimpico, alla quale parteciperà anche il ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi. La mostra, aperta al pubblico da domani al 6 gennaio a Palazzo Bàrbaran da Porto, indaga la carriera del più grande architetto di tutti i tempi attraverso il materiale raccolto in cinque anni di ricerche da parte di una equipe internazionale di studiosi provenienti dall'Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna, e Stati Uniti d'America. In mostra, 78 disegni autografi di Palladio, molti dei quali ritornano in Italia dopo la vendita da parte di Vincenzo Scamozzi all'architetto inglese Inigo Jones nel 1614.