Il 2008 sarà ricordato come l'anno zero, in fatto di sponsorizzazioni e restauri. Quello del definitivo passaggio di testimone tra pubblico e privato. La realtà è secca: senza i finanziamenti promozionali delle aziende non si sarebbe aperto un solo grande cantiere, in città, in questo 2008. La progettazione e la supervisione lavori restano in mano al pubblico, s'intende, ma è il privato a decidere di fatto «cosa» e «quando», mettendo a disposizione i soldi per pagare operai, ponteggi, restauratori. C'è chi lo fa in forma gridata, con giganteschi poster pubblicitari - dalla Rolex a Lancia, tanto per restare in piazza San Marco, tra Biblioteca Marciana e palazzo Ducale - chi in forma più sobria: così, da lunedì, l'intera facciata di Ca' Rezzonico sarà coperta da un trompe l'oeil che riprende il disegno tecnico della siluette del museo, al centro del quale spicca una grande cornice settecentesca identica a quella che cinge un dipinto del Canaletto - a custodire il marchio Replay, che finanzierà tutto il restuaro. Per ora, perché man mano il «quadro» racconterà lo svolgersi dell'intervento: 18 mesi di lavori per pulire e consolidare l'intera facciata dell'edificio. Mezzo milione di finanziamento. L'ultima frontiera della sponsorizzazione in città si chiama «.... near Venezia», programma ideato da Fondaco, società che offre ogni azienda il «suo» restauro. Così si scopre che in una delle tante stanze di Ca' Rezzonico, nel 1837, trovò dimora l'atelier di Domenico Brugnoli, artigiano conosciuto per la produzione di camicioni in tessuto simile al jeans; mentre nel 1888, il palazzo fu acqui- stato dalla famiglia del poeta inglese Robert Browing, molto legata anche ad Asolo. Come legata ad Asolo e Venezia è Fashion Box, società fondata da Claudio Buziol, prematuramente scomparso: per la Fondazione a lui dedicata - che ha come oggetto il sostegno e sviluppo della creatività dei giovani - la famiglia ha scelto proprio Venezia, palazzo Mangilli-Valmarana. Alla Salute è proprietaria anche dell'Abbazia di San Gregorio. Venezia in vendita? No, comunanza d'interessi. Applaude soddisfatto il sindaco Cacciari: «L'idea di chiamare a raccolta quelle espressioni imprenditoriali del Nordest che vedono in Venezia il logo ideale per distinguersi nel mondo è motivo di grande soddisfazione, perché conferma il ruolo di riferimento della nostra città per l'area più avanzata d'Italia». E rilancia: «L'auspicio è che questo progetto possa ampliarsi con rapidità per dare a Venezia benefici concreti e duraturi: l'ente pubblico non dispone più di risorse adeguate a fronteggiare le esigenze quotidiane di manutenzione del patrimonio monumentale e per questo il ruolo dell'imprenditore assume straordianria importanza per tramandare a future generazioni l'eredità del passato». «L'amore per l'arte e Venezia sono profondamente radicati nella nostra famiglia», commenta Paola Dametto Buziol, «poter aderire a un progetto dal valore artistico, culturale, storico così elevato è per noi motivo di profonda gioia e soddisfazione, che ci permette di proseguire nel cammino iniziato da Claudio, che ha sempre creduto nell'importanza di perseguire i propri sogni e saper apprezzare ciò che di bello la vita ci offre». (r.d.r.) MONUMENTO OFFRESI Ora si cerca un'azienda che adotti ponte di Rialto Il prossimo monumento che cerca un'azienda che lo tenga «a balia» è il ponte di Rialto: ha bisogno di un monitoraggio che ne saggi lo stato di salute e, ben che vada, di una pulizia di fondo. Servono 500 mila euro che il Comune non ha. E cerca. Venezia è diventata un rotocalco patinato da sfogliare: pubblicità che valgono milioni in restauri. Rolex alla Biblioteca Marciana, Lancia Delta al Ducale, Replay a Ca' Giustinian, il Casinò, il Club degli Amici di Venezia (Msc, Gruppo San Paolo, Fassa Bortolo, Manpower). La soprintendente Codello ha ottenuto oltre 6 milioni da un contratto con Remedia Ltd per i restauri della Piazza. Dottor si è impegnato a trovare 2,6 milioni per il Ducale. Poi ci sono i «Veneziani per Venezia», imprenditori locali che finanziano il restauro delle statue del Ducale, della colonna del Todaro, di tre storici pozzi (le sorelle Sent, la Tipografia Asolana, le Pizzerie Ae Oche, i fratelli Rizzo). A sinistra: proiezione al computer della pubblicità che sarà esposta sulla facciata di Ca' Rezzonico Sopra: la gigantografia che copre Palazzo Ducale
VENEZIA. Ca' Rezzonico si fa il lifting e l'intervento lo paga Replay
Il 2008 è stato un anno di grande cambiamento per Venezia, con la passaggio di testimone tra pubblico e privato. Le aziende hanno iniziato a finanziare i restauri e i cantiere, permettendo al pubblico di controllare la progettazione e la supervisione lavori. Questo è stato possibile grazie a sponsorizzazioni e finanziamenti promozionali. Un esempio di questo è il restauro di Ca' Rezzonico, finanziato da Replay, che ha richiesto mezzo milione di euro e 18 mesi di lavori. Altri esempi sono il ponte di Rialto, che cerca un'azienda per finanziare la pulizia e il monitoraggio del suo stato di salute, e la Biblioteca Marciana, che ha ricevuto oltre 6 milioni da un contratto con Remedia Ltd.
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