Attacco dalla stampa inglese: «Fondazione in bancarotta». The Guardian: «Nastasi dovrà prolungare il commissariamento» Il commissariamento dell'Arena, dovuto ai deficit di bilancio degli ultimi due anni, provoca dure reazioni anche all'estero e, in particolare, di là della Manica. Il quotidiano inglese The Guardian, infatti, non usa mezze parole perdefinire «bancarotta» il commissariamento della Fondazione Arena di Verona, affidato dal ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi al suo capo gabinetto Salvatore Nastasi. «Verona si aggiunge alla lista dei teatri lirici in bancarotta» è il laconico titolo del giornale anglosassone che sottolinea come un quarto dei teatri italiani sia sotto «special administration» con debiti che raggiungerebbero nel complesso i 5o milioni di euro. Il resto dell'articolo non è certo meno intransigente: «I fallimenti finanziari sono il prodotto di un misto di situazioni complicate e confuse, che nemmeno la trama di un'opera teatrale potrebbe offrire» scrive il giornalista John Hooper con la tipica ironia britannica. Le situazioni messe all'indice sarebbero frutto di «un management non alt'altezza, scontri interni, interferenze politiche, miseria delle sponsorizzazioni e, non ultimi, i tagli messi in atto dal governo Berlusconi, in carica fino al 2oo6». The Guardian punta quindi il dito contro l'amministrazione Berlusconi, pur notando come il commissariamento dell'Arena sia in effetti un atto dovuto e previsto dalla legislazione italiana che impone l'obbligo da parte dello Stato di rilevare le fondazioni che per due anni consecutivi registrino perdite superiori al 3o, come nel caso del teatro scaligero. I sessanta giorni di tempo dati a Nastasi per risolvere l'intricata situazione finanziaria dell'Arena non convincono il giornale inglese che sentenzia «L'esperienza passata suggerisce che Nastasi resterà in carica per un periodo molto più lungo». Chiaro il riferimento al San Carlo di Napoli (che vanta direttori artistici del passato quali Rossini e Donizetti), commissariato dall'agosto 2007 e i cui debiti hanno raggiunto i 19,7 milioni di euro. oppure al Carlo Felice di Genova, dove la complicata situazione si risolse in tribunale con il pagamento di di circa 4 milioni ai 6o impiegati, dopo un crisi protrattasi a lungo. La requisitoria del quotidiano inglese continua, non risparmiando nemmeno il sindaco Flavio Tosi «esponente del partito populista Lega Nord», colpevole di aver attribuito le responsabilità dei bilanci in rosso alle «pianificazioni delle gestioni precedenti» mentre Paola Fontecedro, dell'ufficio stampa della fondazione, sostiene l'esistenza di «debiti considerevoli» già dall'anno 2003 indicando nel governo il responsabile principale, reo di «ridurre i fondi proprio in un periodo in cui scarseggiano le sponsorizzazioni». Tagli che sarebbero dovuti essere coperti proprio dai privati nelle intenzioni dell'amministrazione Berlusconi. «La Banca di Verona -afferma invece Fontecedro - ha diminuito da 2 milioni a 5oomila euro il proprio contributo». The Guardian. Il quotidiano inglese apre una pagina sul caso dell'Arena