L'appello Castiglione: siamo la capitale della creatività. Pronti a dare il nostro contributo ma ci manca l'interlocutore I designer milanesi contro il Comune: troppa politica e nessun progetto «Si discute tanto del contenitore, dei ruoli». E soprattutto: «Si dibatte solo su chi gestirà cosa». La domanda allora è: «Quando si inizierà a parlare dei contenuti dell'Expo?». È l'interrogativo che arriva dai designer milanesi. Partendo da un'analisi della fase d'avvio dell'Esposizione universale in cui il dibattito è impantanato tra politica, poltrone, cordate, gruppi di potere. Conclusione: «La Milano capitale della creatività dovrebbe essere coinvolta. Ci candidiamo per un tavolo tecnico di discussione, siamo pronti a dare il nostro contributo». L'appello è arrivato ieri durante un workshop alla «Materioteca», laboratorio in via Savona che fa da punto d'incontro fra design e ingegneria della plastica. La direttrice Diana Castiglione, una delle più note consulenti d'impresa nella ricerca delle materie plastiche, si augura che «la proposta venga raccolta». Al suo fianco c'è Giulio Ceppi, docente dei Politecnico e strategic designer per aziende come Autogrill, Mitsubishi, 3M, Philips. Anche lui analizza con sguardo critico «il fervore» della Milano proiettata al 2015. E spiega che la città «si sta concentrando sull'architettura e sulle opportunità economiche dell'Expo. Questo significa restare fermi sulla forma e dimenticare il contenuto». Per tradurla con un esempio: «E come costruire gli stadi senza preoccuparsi di chi poi dovrà giocarci a calcio dentro». Ceppi crede che sia un «approccio pericoloso perché l'innovazione ormai è orizzontale e distribuita in maniera uniforme, non si può pensare che ci sia un solo elemento trainante». Per questo l'organizzazione dell'Expo dovrebbe «avvenire attraverso la creazione di tavoli e luoghi di lavoro». La Milano dei creativi ritiene che anche il design e la sperimentazione siano legati all'alimentazione, il tema dell'Expo milanese. Il filo conduttore è nei materiali riciclabili e biodegradabili, con la prospettiva a lunga scadenza della scarsità delle risorse di petrolio. «A quel punto spiega Diana Castiglione - la ricerca sulla produzione petrolchimica si sposterà sempre più sui materiali naturali, e al quel punto combustibili, materie plastiche e cibo si incontreranno sul tema delle risorse». La proposta di collaborazione da parte dei creativi milanesi resta per ora bloccata. In base a una semplice considerazione: «Anche volendoci candidare, oggi non esiste ancora un interlocutore». Molti si augurano che si troverà presto, quando lo scacchiere delle poltrone sarà sistemato.
MILANO. L'Expo? Solo una battaglia di poltrone
Un gruppo di designer milanesi ha lanciato un appello alla città di Milano per coinvolgerla nella pianificazione dell'Esposizione universale di Milano 2015. I designer sostengono che la città si concentra troppo sull'architettura e sulle opportunità economiche dell'Expo, dimenticando il contenuto e la sperimentazione. Sostengono che il tema dell'Expo dovrebbe essere quello dei materiali riciclabili e biodegradabili, e che la ricerca sulla produzione petrolchimica si sposterà sui materiali naturali. I designer chiedono di essere coinvolti in un tavolo tecnico di discussione per dare il loro contributo. Tuttavia, la proposta rimane bloccata a causa dell'assenza di un interlocutore.
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