Cambiare tracciato? Ne sarei felice» «UN TAVOLO al ministero dei Trasporti per migliorare il progetto del Civis e, perché no, cambiare il tracciato? Sarei favorevolissima. Ho già detto all'assessore Zamboni che vorrei avere al più presto gli esecutivi del centro storico. Che non è solo 'se tu mi porti queste soluzioni io poi ti dico', ma anche un percorso di partecipazione. E nell'ultimo incontro gli ho preannunciato la mia intenzione di chiedere un parere al comitato tecnico-scientifico dei Beni Architettonici». LA SOPRINTENDENTE regionale Carla Di Francesco 'resuscita' la proposta di mediazione romana emersa nell'incontro con i comitati anti Civis in trasferta al ministero dei Trasporti con il segretario cittadino della Lega, Manes Bernardini. Proposta subito affossata dall'assessore al Traffico Maurizio Zamboni, che deve decidere. Anzi, aggiorna quell'idea e la traghetta verso i Beni Culturali, soluzione sollecitata con grande premura anche da Pier Luigi Cervellati, asso nella manica della spedizione bolognese di mercoledì. La direttrice regionale ricorda che la legge prevede passaggi molto chiari e tre stadi diversi: progetto preliminare, definitivo, esecutivo. «E' in quell'ultima fase - chiarisce ancora una volta l'architetto Di Francesco - che si deve verificare la compatibilità specifica delle singole soluzioni rispetto al bene storico e architettonico che è la strada. Per questo abbiamo chiesto tanti particolari in più anche per via Marconi. Che poi è una strada larga, con prospetti datati tra anni Trenta e Cinquanta. Chiaro che altrove il problema sarà assai più difficile da risolvere». Cittadini e urbanisti alla fine convergono sull'ipotesi dell'Ascom. Cassare dal tracciato del Civis Strada Maggiore, via Rizzoli e San Vitale, via San Felice e Riva Reno. Lei ha visto questo progetto alternativo? «L'ho visto. Credo sarebbe opportuno valutare quella soluzione. Perché no? Aspetto di vedere gli esecutivi ma è chiaro, potremmo anche dichiarare non compatibili le soluzioni che ci presenterà il Comune. E' tutto da vedere». Allora si dovrebbe ripartire daccapo, per forza. «Quando si fanno grandi interventi in un centro storico si tende non solo a conservare ma anche a migliorare. Ora tutto sta succedendo tranne questo. La finalità sembra essere esclusivamente quella del traffico. Mentre ci sarebbe bisogno di vedere che i tanti soldi spesi possono anche servire a migliorare quel che c'è o quanto meno a non peggiorarlo». Così lei chiederà un parere anche al comitato dei beni architettonici. «Sì. lo farò senz'altro. Sto scrivendo a Zamboni per comunicarglielo in modo ufficiale, dopo averglielo già anticipato a voce. E' giusto così, quando c'è una questione di grande rilevanza. Una volta il cuore del nostro lavoro era il restauro degli edifici. Oggi uno dei temi più ricorrenti è la mobilità». Ad esempio dell'impatto del Civis. «Il Civis è un caso di scuola. Non ci sono esempi in altre città. Se l'affrontiamo bene in sede centrale, facciamo un buon servizio non solo a Bologna ma a tutta Italia». Insomma l'iter pare molto lungo. «Il senso di quel che ho già detto all'assessore è proprio questo: "prima ci date i progetti esecutivi e prima possiamo agire noi e poi chiedere in fase finale un parere al comitato del ministero'. Sicuramente non si può lavorare com'è stato finora. Non voglio trovarmi un'altra volta nelle condizioni di luglio. Si devono programmare i tempi». L'estate dei cantieri è stata piuttosto caotica, i cittadini non ci hanno capito granché. «C'è bisogno di maggiore chiarezza tra amministrazioni. Bisogna essere più rispettosi dei tempi e delle modalità di decisione». Altrimenti? «Ti trovi con un cantiere che sta per iniziare e nessuno ha detto nulla. Poi i lavori non partono. Allora si fa presto a concludere che è colpa dei Beni Culturali. Non voglio dire che succede a Bologna ma altrove l'ho già visto».
BOLOGNA. Il Soprintendente: Il Civis è un caso nazionale. Chiederò un parere a Roma
La sottosegretaria regionale Carla Di Francesco ha espresso la sua intenzione di chiedere un parere al comitato tecnico-scientifico dei Beni Architettonici per il progetto del Civis, un'opzione che potrebbe cambiare il tracciato della strada. La proposta è stata avanzata dopo un incontro con l'assessore al Traffico Maurizio Zamboni, che ha espresso scetticismo. Di Francesco ha anche richiesto un parere al comitato dei Beni Culturali e ha sottolineato l'importanza di avere maggiore chiarezza e rispetto dei tempi e delle modalità di decisione tra le amministrazioni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo