"Il protocollo punto di partenza vogliamo sapere se anche per il governo è così" Lettera istituzionale con linvito a incontrarsi: "Basta indugi, siamo daccordo con la famiglia, stabiliamo come andare avanti da qui allinaugurazione" Petruzzelli, il sindaco a Bondi: "Decidi cosa fare" Riaprire il Petruzzelli al più presto, partendo dal protocollo del 2002. «Caro ministro, dicci se anche per te è questa la priorità». Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ha scritto ieri al responsabile per i Beni culturali, Sandro Bondi, per chiedere un incontro urgente con il Comune e la famiglia Messeni Nemagna. «Vorremmo incontrarla - scrive Emiliano - per conoscere lo stato dei lavori e le modalità per rispettare la data del 6 dicembre, indicata dal ministero per linaugurazione». Una frase che suona come un avvertimento, riguardo le responsabilità in caso di mancata apertura a dicembre. Riaprire il Petruzzelli il più presto possibile, partendo dal protocollo del 2002. «Caro ministro, dicci se anche per te questa è la priorità». Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ha scritto ieri al ministro per i Beni culturali Sandro Bondi chiedendo un incontro urgente con il Comune e la famiglia Messeni Nemagna. «Io, insieme con i proprietari del teatro, vorremmo incontrarla - scrive il sindaco - per conoscere lo stato di avanzamento dei lavori e conoscere le modalità necessarie per rispettare la data del 6 dicembre prossimo indicata dal ministero quale giornata di inaugurazione del teatro ricostruito». Una frase in elegante burocratese che suona quasi come un avvertimento al ministero, come dire «se il teatro non apre a dicembre, come previsto, saranno chiare le responsabilità». «La informo - dice infatti Emiliano a Bondi - che il 16 settembre scorso ho incontrato i proprietari del Petruzzelli al fine di concordare con questi ultimi le modalità di consegna del teatro alla Fondazione da me presieduta. Nel corso dellincontro si è deciso di avviare il confronto, affidandolo ai legali di ciascuna delle parti, finalizzato al riesame di tutto il contenzioso pendente o potenziale al fine di comporlo bonariamente. Tutte le parti convenute, a prescindere dalle valutazioni tecnico-giuridiche hanno concordato sulla volontà di rispettare i patti e le condizioni di cui al protocollo dintesa del 2002. A tal proposito facciamo affidamento sul fatto che anche il ministero ritenga opportuno considerare tale protocollo come lo strumento per regolare i rapporti tra le parti, soprattutto con riferimento alla clausola che garantisce la proprietà dal rischio di dover sostenere gli oneri e i costi della ricostruzione». Il sindaco vorrebbe incontrare Bondi il più presto possibile, «per evitare - scrive ancora - che il continuo stillicidio di notizie incontrollate possa disorientare lopinione pubblica e condizionare i rapporti tra la Fondazione e la famiglia proprietaria». «Nellincontro del 16 - continua Emiliano - è emersa una totale coincidenza di scopi tra la proprietà e la Fondazione lirico-sinfonica. In particolare, si è considerata come priorità assoluta la riapertura del teatro e il regolare svolgimento dellintera stagione lirica 20082009 allinterno dello stesso. Su questa base posso assicurare - continua il sindaco - che si è ricostituito un clima di rispetto e collaborazione che io personalmente intendo tutelare con il suo sostegno e aiuto». La lettera di Emiliano è colta con favore dalla famiglia. «Il fatto che il sindaco abbia chiesto chiarimenti e rassicurazioni sul protocollo del 2002 è sicuramente importante - spiega lavvocato Ascanio Amenduni - Per quanto riguarda invece la data dapertura, la posizione della famiglia è molto chiara: lobiettivo è riaprire il teatro al più presto. Ma sempre dopo che ci sia data la possibilità di avere verificato la qualità dei lavori. Inoltre, il teatro potrà riaprire soltanto se perfettamente funzionante». Condizione questa che può provocare qualche problema alla data del 6 dicembre. Critico verso Emiliano, invece, il suo avversario alle prossime elezioni, lonorevole del Pdl Simeone Di Cagno Abbrescia. «Fa specie che quel protocollo tanto vituperato da lui stesso, sia diventato ora il punto di partenza del lavoro del sindaco. E che, dopo il tentativo di espropriare il teatro ai legittimi proprietari, la famiglia diventi un interlocutore privilegiato». Intanto ieri il direttore del cantiere del Petruzzelli, larchitetto Giovanni Vincenti, ha risposto allinterrogazione del consigliere Donato Cippone. «Non cè stato alcuna modifica al palcoscenico rispetto al progetto» assicura il tecnico. Che sulla questione della data cambiata nella decorazione (da 1903 a 2008), spiega: «La questione delle date nei restauri è generalmente controversa. In ogni caso limpresa esecutrice dei lavori si è resa disponibile a effettuare il cambio di data senza aggravio di costi».