Il comitato a difesa del verde di viale Piemonte: "Ora si cambi il Prg" Sullarea dellex vivaio il progetto di un costruttore intenzionato a realizzare un palazzo È un po più sicura anche se non è salva del tutto. La Montagnola, larea dellex vivaio di viale Piemonte, oggi via Boris Giuliano, è stata dichiarata dalla Soprintendenza «immobile di interesse storico-culturale». Sarà, cioè, sottoposta a vincolo. Ma la vicenda non è ancora del tutto chiusa. In gioco cè uno dei pochi spazi scampati alla cementificazione selvaggia negli anni del "sacco di Palermo" dellera Lima-Ciancimino: quattromila metri quadrati di terreno, un tempo parte di Villa Sperlinga, giudicati estremamente appetibile dai costruttori. Nel 2003 la chiusura del vivaio aveva messo in allarme un gruppo di residenti della zona, capitanato dallurbanista Rosanna Pirajno, mobilitatosi a difesa del parco. Il sospetto era che fosse in arrivo una colata di cemento. E infatti si scoprì che erano già state versate caparre per appartamenti in un palazzo di sette piani che sarebbe stato costruito al posto del giardino, perché il Comune aveva inserito larea tra quelle di categoria B2, ossia edificabili. Ne nacque una mobilitazione popolare che nel 2005 produsse tremila firme e un voluminoso dossier che dimostrava in modo inequivocabile il valore storico del giardino in quanto parte di Villa Sperlinga, un bene che la Soprintendenza aveva sottoposto a vincolo già nel 1949. Così fece poco dopo la petizione anche per la Montagnola, in ragione delle «particolari alberature». Adesso il vincolo è stato rinotificato e larea dichiarata di interesse storico-culturale: volendo semplificare si può dire che si è irrobustito. Rosanna Pirajno è soddisfatta ma sa bene che, finché non verrà cambiato il piano regolatore, lex vivaio non potrà considerarsi al riparo da una nuova cementificazione selvaggia. «La Soprintendenza - ragiona larchitetto - ha fatto una cosa meritevole. Purtroppo non implica di per sé il divieto di edificare palazzi in quellarea. I costruttori interessati possono farsi avanti e costruire un palazzo, solo che ottengano il placet della Soprintendenza. Il Comune deve cambiare il Prg». «In realtà - spiega Adele Mormino - per un errore che risale ad anni fa, il vincolo non era stato trascritto e latto è stato ripetuto più volte. Adesso scatterà una misura cautelare di sei mesi, entro i quali il procedimento di vincolo dovrà essere trasformato in decreto dallassessorato ai Beni culturali su proposta della Soprintendenza». Questultima ha annunciato lavvio del «procedimento tutorio» con una lettera (datata 18 agosto) recapitata ai diretti interessati e cioè, oltre al Sindaco, ai condomini dello stabile in via Scaduto e ad Elga Dodaro, vedova Cascino, titolare del vivaio. Ovvero, coloro ai quali risultano intestati i due lotti che compongono il parco, e cioè il 1984, corrispondente allex vivaio, e il 921, comprendente la Montagnola e le grotte.
PALERMO - Rafforzati i vincoli sulla Montagnola
Il comitato a difesa del verde di viale Piemonte ha dichiarato che il progetto di costruzione di un palazzo in un'area del vivaio è stato fermato grazie alla dichiarazione di interesse storico-culturale della Soprintendenza. L'area, nota come Montagnola, era stata oggetto di una mobilitazione popolare nel 2005 per evitare la cementificazione. La Soprintendenza ha dichiarato l'area di interesse storico-culturale e ha annunciato l'avvio di un procedimento tutorio per proteggere il parco. Il Comune deve cambiare il piano regolatore per impedire ulteriori costruzioni. La Soprintendenza ha anche annunciato una misura cautelare di sei mesi per proteggere il parco.
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