Provvedimento immotivato. Il Tar ha riaperto il cantiere Coimpresa a Tuvixeddu (via Is Maglias), bocciando per la terza volta lo stop ai lavori imposti dalla Regione, con la delibera di Giunta del 4 settembre. I giudici amministrativi hanno sospeso l'effetto di quell'atto e accolto l'istanza cautelare presentata dal gruppo, difeso dal legale Pietro Corda, che sta costruendo ai piedi del colle in un lungo braccio di ferro con Viale Trento. COMUNE FERMO. L'ordinanza di piazza del Carmine precisa che il blocco dei lavori per 90 giorni deve essere sospeso solo per quel che riguarda il privato. Può voler dire - è l'interpretazione più logica - che invece il cantiere del Comune nell'area archeologica deve restare fermo, in attesa che la Regione comple ti la procedura per estendere il vincolo all'intero colle. A dimostrazione del fatto che quello emesso ieri è un dispositivo complesso, sebbene sia più che palese nella parte in cui cassa la procedura adottata per fermare i lavori di Cualbu. «L'impugnato provvedimento cautelare non sembra assistito da elementi idonei sul piano motivazionale ed istruttorio - scrivono i giudici, presidente Rosa Panunzio - a comprovare la sussistenza di concrete ragioni di urgenza correlate alla protezione degli interesse paesaggistici affidati alle cure della Regione ». Come a dire, se quella parte del colle è a rischio cemento, c'è bisogno di dimostrarlo in maniera più stringente. Sembra non sia bastato il riferimento alle 1.166 sepolture scoperte tra il 1997 e il 2007, delle quali «431 oltre i confini del parto archeologico» e fuori dall'area tutelata. Anche perché quei ritrovamenti non riguardano la zona destinata ad ospitare i palazzi e le ville del progetto Coimpresa. Ma solo la parte di competenza comunale. Via Roma si era costituita in giudizio con il legale Marcello Vignolo, ma la decisione dei giudici indurrà il Comune ad impugnare la delibera regionale per conto proprio, come peraltro annunciato e già stabilito dall'esecutivo. Ora la Regione, rappresentata dagli avvocati Gianpiero Contu, Paolo Carrozza, Vincenzo Cerulli Irelli e Roberto Murroni, potrebbe rivolgersi al Consiglio di Stato, oppure attendere che il Tar fissi l'udienza di merito. Salvo preparare una nuova delibera più solida, dal punto di vista della correttezza amministrativa. Nella lunga udienza di ieri, in camera di consiglio, i legali di Viale Trento hanno prodotto una bozza dei decreti firmati dall'ex soprintendente Fausto Martino, che annullano le autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dal Comune, il 26 agosto, a due lotti di Coimpresa. Due lotti che non riguardano gli attuali lavori, mai interrotti dal 25 agosto.
SARDEGNA TUVIXEDDU - Il Tar apre il cantiere Coimpresa resta lo stop ai lavori del Comune
Il Tar ha riaperto il cantiere Coimpresa a Tuvixeddu, bocciando per la terza volta lo stop ai lavori imposti dalla Regione. I giudici amministrativi hanno sospeso l'effetto di quell'atto e accolto l'istanza cautelare del gruppo. L'ordinanza precisa che il blocco dei lavori per 90 giorni deve essere sospeso solo per il privato, mentre il cantiere del Comune nell'area archeologica deve restare fermo. I giudici hanno criticato il provvedimento cautelare per mancanza di motivazione e hanno richiesto una maggiore stringenza nella dimostrazione della sussistenza di ragioni di urgenza.
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