La petizione nazionale che abbiamo avviato assieme a Eddyburg per la difesa integrale del colle di Tuvixeddu-Tuvumannu ha raccolto in quindici giorni circa ottocento firme. E' un primo importante risultato che fa cogliere sensibilità ampie, non solo sarde, per lo straordinario e complesso paesaggio culturale cagliaritano incardinato sulla celebre necropoli punica ipogeica; sul tema pubblichiamo un lucido e stringente articolo di Edoardo Salzano, uscito recentemente su Carta. E' stato rilevato che non si tratta certo del primo appello, ed è vero: ne ricordiamo diversi, negli anni scorsi, guidati da Giovanni Lilliu, e da ultimo quelli di molti docenti degli atenei sardi nello scorso febbraio. Ma esso è il primo a proporsi in una dimensione allargata nel momento più difficile per il complesso monumentale, che amplia e generalizza la generosa proposta lanciata nei mesi scorsi dal Cagliari Social Forum. Sardegna, Lazio, Puglie, Sicilia, Trentino, Piemonte, Lombardia,. Emilia, Toscana e tante altre regioni. Forse tutte. Persone e associazioni, 'semplici' cittadini e accademici: perché un appello ampio è tale quando la gente scende in campo, firma, lascia commenti, parole, sensibilità generose; e quando persone rilevanti nel campo della cultura, oltrechè e in quello più proprio dell'archeologia e della storia, vi aderiscono esponendo il proprio prestigio. Ecco perciò in Sardegna archeologi come Marco Milanese e Mauro Perra, artisti come Elena Ledda e Nico Orunesu, intellettuali come Cristina Lavinio, Loredana Rosenkranz, Paolo Sanjust, Anna Oppo, Bruno Paba, Graziano Nudda, Gabriella Baptist, Tonino Casula, Giorgio Melis, politici di varia provenienza. E fuori della Sardegna molte firme, fra le quali ricordiamo quelle di Carlo Zaccagnini, Maria Giulia Amadasi, Rita Paris, Maria Fenelli, Chiara Frugoni, Alberto Cazzella, Gilda Bartoloni, Paolo Berdini. Molte associazioni ci hanno sostenuto, decine e decine i blogs e le testate web. E' una rete che si allarga, che parla di tutela senza sconti, che è già attiva in questi campo, come l'appello per salvare il magnifico nuraghe Orolio a Silanus, promosso meritoriamente da Conchidortos che significa teste dure, come noi tutti nel sollevare un delicatissimo problema di tutela e salvaguardia, questa volta non urbana, in una delle piane più suggestive, cruciali eppure devastate (a pochi chilometri vi è Ottana) della Sardegna. Non è un momento politico semplice, ma la misura dell'impegno per Tuvixeddu sta mostrando con tutta evidenza chi sta dalla parte del colle e chi dalla parte del cemento. Riteniamo che le alleanze politiche si debbano costruire anche su questa discriminante. Noi ringraziamo chi ha firmato, chi lo ha annunciato e chi lo farà: ripubblichiamo l'appello e vi invitiamo a moltiplicare gli sforzi. Le firme possono diventare migliaia, e qualcuno dovrà pur ascoltare. (L'Altravoce.net aderisce con convinzione a una grande battaglia culturale che ha seguito e seguirà con determinazione e passione. Molti suoi collaboratori hanno già firmato). Appello promosso da Eddyburg e Il Manifesto Sardo La necropoli di Tuvixeddu, uno dei più importanti contesti funerari ipogeici del mondo antico e testimonianza della Cagliari punica, poi romana, corre un rischio mortale sotto l'assalto della cementificazione. Il colle urbano, caratterizzato da migliaia di tombe che raccontano una epocale vicenda paesaggistica, funeraria, architettonica e decorativa della città, sino a proporre pregevoli documentazioni moderne Liberty, sta subendo un ulteriore e forse definitivo affronto dopo cinquant'anni di devastazioni urbanistiche. La sentenza del Consiglio di Stato riporta il complesso monumentale ai vecchi e inadeguati vincoli del 1997 che la Regione Autonoma della Sardegna, pur con gravi errori procedurali, aveva cercato di rendere congrui all'importanza dell'area: ma il pregio eccezionale del sito e la necessità di una tutela ben più ampia di quella legata all'accordo di programma del 2000 non possono essere messi in discussione. Straordinarie architetture cavate e decorate in affresco rendono Tuvixeddu in grado di far capire ciò che non è più documentato, in qualità e ampiezza, né a Cartagine né nel Libano dei Fenici. Le molte centinaia di tombe rinvenute nel corso dei lavori del cosiddetto "parco archeologico", finalizzati in realtà a nuove e devastanti cubature, dimostrano come l'accordo di programma e i relativi vincoli apposti dalla Soprintendenza Archeologica fossero assolutamente insufficienti e inadeguati, e oggi non più sostenibili. Ci rivolgiamo al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, alla Regione Autonoma della Sardegna, al Comune di Cagliari, perché fermino lo scempio della necropoli e dell'area, in violazione delle leggi nazionali vigenti e dei protocolli europei e UNESCO sul patrimonio culturale e paesaggistico; perché non compromettano a livello internazionale tradizione e immagine dell'Italia e della Sardegna. Invitiamo le Istituzioni a realizzare la tutela integrale dell'area, procedendo al restauro ambientale e archeologico dei danni inferti, destinando il colle di Tuvixeddu ad un'idea e ad un progetto di città che difenda integralmente le proprie aree pregiate e proponga Cagliari, nel solco di una millenaria tradizione storica, come porta mediterranea aperta ai suoi grandi racconti storici. Chiediamo all'opinione pubblica, a studiosi e appassionati, a tutti i cittadini, alla rete associativa e alla grande tradizione di tutela del nostro paese di scendere in campo sottoscrivendo il nostro appello, vigilando affinchè vengano perseguiti e realizzati i seguenti obiettivi: l'ampliamento dei vincoli su tutto il sito di Tuvixeddu sino almeno a quelli stabiliti di recente dalla Regione Autonoma e ora non più validi per via degli errori procedurali stabiliti dal Consiglio di Stato; l'eliminazione di ogni ulteriore edificazione nell'area; la definizione di strumenti di salvaguardia condivisi e giuridicamente impeccabili; l'acquisizione pubblica dei terreni di tutto il colle; l'apertura di un dibattito sulla città, della quale Tuvixeddu rappresenta la più importante ma non certo l'unica area archeologica di grande rilievo, né l'unica a rischio; la promozione di un grande concorso di idee per una destinazione e un utilizzo del sito compatibile con la sua natura, destinato ad arricchire la godibilità del nostro patrimonio culturale e paesaggistico e la qualità della vita urbana. Marco Ligas, , Edoardo Salzano, Marcello Madau, Vezio De Lucia, Giorgio Todde, Vittorio Emiliani, Carla Ravaioli, Costantino Cossu, Mario Cubeddu, Gianni Loy, Alessandra Chemollo, Vittorio Savi, Sante Maurizi, Marcello Mestosi, Michele Rando, Franco Tronci, Raffaello Ugo.
SARDEGNA - Salviamo Tuvixeddu, in 15 giorni 800 firme per l'appello nazionale de il Manifesto e Eddyburg: Altravoce aderisce e rilancia
La petizione nazionale per la difesa integrale del colle di Tuvixeddu-Tuvumannu a Cagliari ha raccolto circa ottocentocinque firme in quindici giorni. Il colle, che ospita una necropoli ipogeica punica e romana, è stato oggetto di devastazioni urbanistiche e cementificazione. La sentenza del Consiglio di Stato ha riportato il complesso monumentale ai vecchi vincoli del 1997, ma la Regione Autonoma della Sardegna ha commesso errori procedurali. La petizione chiede l'ampliamento dei vincoli, l'eliminazione di ulteriori edificazioni, la definizione di strumenti di salvaguardia, l'acquisizione pubblica dei terreni e l'apertura di un dibattito sulla città.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo