Ieri lAscensione della Madonna illuminata per la prima volta dalle luci di Storaro Visita "aerea" in anteprima agli affreschi del 1525 della Cupola del Duomo di Parma PARMA - Centoquarantaquattro gradini per salire nel Paradiso. Meno tre allinaugurazione della grande mostra del Correggio, la più grande monografica mai realizzata sul maestro della cupola del Duomo di Parma. Gli organizzatori sperano di superare i 260 mila visitatori registrati sei anni fa per la mostra del Parmigianino, che del Correggio fu allievo: sono già più di 70 mila le persone che hanno prenotato per vedere le opere esposte alla Pinacoteca, per ammirare la Camera di San Paolo nel monastero benedettino della badessa Giovanna da Piacenza ma soprattutto, per vedere gli affreschi della cupola del Duomo dipinti nel 1525 e quelli della vicina chiesa di San Giovanni Evangelista «dal punto di vista del pittore». Vuol dire salire fino allaltezza delle due cupole e vedere gli affreschi come li vide lartefice. Un privilegio che ebbe 30 anni fa un numero limitato di persone in occasione del restauro. Grandi ponteggi occupano tutto lo spazio dei presbiteri. Li hanno impiegati i restauratori fino a ieri intenti ad un «ritocco» conservativo degli affreschi delle due cupole e da dopodomani, fino al 25 gennaio, saranno presi dassalto dal pubblico. Venticinque persone per volta saliranno i 144 scalini delle impalcature, nascoste da grandi tende a chi si trovi nella navata centrale, o potranno usare gli ascensori, che stanno ancora usando gli operai per gli ultimi aggiustamenti. La piattaforma di osservazione è posta a 25 metri dal pavimento del tempio maggiore, a soli cinque dallapice della cupola dove è dipinto il Cristo che scende incontro alla Madre. Per la prima volta, ieri, la scena dellAscensione della Madonna, il vortice a spirale di angeli e nubi attorno alla luce dorata dellalto della cupola, è stata illuminata da una installazione di luci speciali al neon ideate e collocate da Vittorio Storaro, il grande direttore della fotografia premiato tre volte con lOscar. Effetto originale e sorprendente, che rende le tinte degli affreschi più vive e morbide e permette una visione senza lampi diretti o radenti, come mai era stato possibile prima con luso dei fari sparati dal basso. Le figure emergono maestose ma con i dolci sguardi nella più piccola cupola di San Giovanni Evangelista, dove laltezza raggiunta dalle rampe di ferro è di venti metri e anche qui con il possibile ausilio di un ascensore, praticabile anche alle persone diversamente abili. Luca Sommi, responsabile organizzativo dellevento, spiega che «il comitato cittadino ha impiegato un anno di lavoro per questa operazione culturale mai realizzata per un pittore che può mettersi sullo stesso piano di Michelangelo e Raffaello». Nella Galleria Nazionale di Parma saranno visibili più di cento opere, tra dipinti, disegni e dipinti del contesto, il 90 per cento delle opere del pittore che non ebbe la fama di un Michelangelo o di un Tiziano, per essere sempre rimasto confinato tra Parma e il suo paese natale, per non avere mai operato a Roma. La visita alle quattro stazioni dellesposizione costerà 15 euro, prezzo comprensivo delle guide che attenderanno i visitatori sotto la volta delle cupole. Una parte del ricavato verrà devoluto ad un progetto di ricerca contro la fibrosi cistica. Un avvenimento con venti sponsor (Cariparma il più importante), con Soprintendenza, Comune di Parma, Provincia, Università, diocesi e monastero di san Giovanni Evangelista quali promotori. Ha collaborato anche il comitato Parmigianino presieduto da Vittorio Sgarbi. Tra i patrocinii, anche quello del Comune di Bologna. Il comitato è presieduto dal sindaco Pietro Vignali: «Con questa mostra celebriamo una figura centrale dellidentità culturale di Parma, che si riscopre luogo unico e prezioso, sempre alla ricerca di un equilibrio tra città di provincia e europea, città nobile a artigiana».