Battaglia in Senato e davanti ai giudici amministrativi: due fronti di segno opposto sul futuro della necropoli e del complesso archeologico di Tuvixeddu- Tuvumannu. Domani mattina il gruppo Coimpresa chiederà al Tar di sospendere il provvedimento di blocco dei lavori ai piedi del colle, deliberato dalla Giunta il 4 settembre. Mentre a Palazzo Madama, su impulso di Legambiente i parlamentari del Pd Roberto Della Seta e Francesco Sanna ieri hanno presentato un'interrogazione per sollecitare i ministri competenti ad emanare «un provvedimento urgente che confermi definitivamente il complesso quale sito di preminente interesse pubblico». UDIENZA AL TAR. Giovedì, dopo una breve camera di consiglio, la Seconda sezione dovrebbe decidere seduta stante, o al massimo entro il giorno seguente. In qualsiasi caso, nonostante l'atto regionale che impone lo stop per 90 giorni (in attesa che vengano valutate le nuove esigenze di tutela del sito) il cantiere di via Is Maglias non ha interrotto la sua attività, che procede spedita per realizzare le opere di urbanizzazione. È il segno che quella forma di riconoscimento reciproco della prima contrapposizione tra Viale Trento e Coimpresa (tra il 2006 e i primi del 2008) è venuta meno. Anche perché, se il provvedimento è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale, nessuno lo ha notificato alle parti interessate, Compresa ma anche il Comune impegnato nei lavori del Parco archeologico. Dunque in teoria, potrebbe venire meno l'obbligo di rispettare l'ordine amministrativo. Ma domani i profili invocati dal legale del gruppo Cualbu, Pietro Corda, saranno ben altri. Prima fra tutti, la presunta illegittimità della delibera di Giunta nella parte in cui cita la sentenza del Consiglio di Stato (quella che ha annullato i vincoli stabiliti dalla Regione, del febbraio scorso) che avrebbe bocciato soltanto la procedura di imposizione dei vincoli estesi, ovvero vizi formali nella nomina della Commissione per il paesaggio. In realtà, i legali sono certi che quel giudicato censuri nel merito il tentativo di estendere la tutela all'intero colle. Tanto è vero che sarebbe falso il presupposto di tutta la politica regionale: quelle 1.166 nuove tombe scoperte dopo l'imposizione del primo vincolo e della spartizione dell'area con l'accordo di programma. «Non rientrano nelle proprietà di Coimpresa», hanno sempre assicurato Gualtiero e Giuseppe Cualbu, «lo scrive anche la Sovrintendenza ». Alla base del ricorso contro la delibera di stop ai lavori, c'è l'intero presupposto giuridico, che però è diverso rispetto alla prima procedura cassata dal Consiglio di Stato. In attesa della seduta del Comitato di vigilanza sull'accordo di programma, fissato per il 15 ottobre, e di eventuali proposte di compromesso da parte di viale Trento, la parola - ancora una volta - passa ai giudici di piazza del Carmine.
SARDEGNA - Doppia battaglia su Tuvixeddu domani decidono i giudici del Tar
Il complesso archeologico di Tuvixeddu-Tuvumannu è al centro di una controversia tra il gruppo Coimpresa e la Giunta regionale. Il Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) dovrebbe decidere domani se sospendere il provvedimento di blocco dei lavori ai piedi del colle. Il gruppo Coimpresa chiede il stop ai lavori, mentre la Giunta sostiene che il complesso sia un sito di preminente interesse pubblico. La Seconda sezione del Tar dovrebbe decidere seduta stante o entro il giorno seguente. In attesa della decisione, i lavori continuano nonostante l'atto regionale che impone lo stop per 90 giorni. Il segno è che la contrapposizione tra Viale Trento e Coimpresa è venuta meno.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo