PRESTO INDAGINI ANCHE AI MAGAZZINI DEL SALE Da ieri studiosi al lavoro per svelare le origini della città di Empoli Saranno svelati i misteri che nasconde la Collegiata di Empoli sotto le sue poderose mura? Sarà scoperto finalmente il perimetro dell'enigmatica area sacra che con le sue oscure vicende storiche, che si sviluppano dall'età romana al medioevo, avvolge le origini stesse della città di Empoli? L'arcano probabilmente sarà sciolto dalle indagini scientifiche che un'attrezzatissima equipe dell'Università del Molise sta conducendo, da ieri, proprio all'interno della Pieve di Sant'Andrea. Per l'operazione si stanno utilizzando strumenti all'avanguardia a livello internazionale. Deus ex machina dell'operazione, il professor Leonardo Terreni, archeologo presidente dell'associazione archeologica del medio Valdarno. L'indagine sulle origini. «Avevamo programmato, d'intesa con la soprintendenza archeologica per la Toscana questa indagine, non invasiva, nei luoghi più significativi per la storia cittadina - spiega Terreni -. Finalmente abbiamo la possibilità di indagare a fondo tutta la superficie della Collegiata, un edificio molto interessante che ovviamente non possiamo scavare e indagare con i metodi tradizionali. Con lo strumento messo a disposizione dall'equipe del professor Mauriello, ordinario di geofisica applicata ai beni culturali dell'Università molisana, arriveremo a tracciare una carta dettagliata del luogo fino a quasi tre metri di profondità. Il tutto, senza scavare. Ci attendiamo risultati straordinari». Lo strumento in questione, manovrato per l'occasione dagli esperti dottori di ricerca Vincenzo Compare e Marilena Cozzolino, funziona sfruttando tecniche di indagine elettromagnetica. Macchinario all'avanguardia. Il macchinario utilizzato è soltanto l'esemplare numero 29 al mondo, il primo in Italia, ed è in grado di fornire risultati molto più precisi e dettagliati rispetto al cosiddetto georadar, utilizzato negli anni scorsi. «Lo strumento - afferma il dottor Compare - percepisce la composizione dei diversi materiali che si trovano sotto la superficie del pavimento della Collegiata. Dallo studio dei risultati, che andranno interpretati con calma, potremo capire se ci troviamo in presenza di strutture sommerse o di cavità». Per l'occasione la Collegiata è stata suddivisa in tanti settori delimitati con strisce numerate. La complessa operazione ha richiesto lo spostamento di tutti gli arredi metallici, che in qualche modo avrebbero potuto interferire sulla lettura dello strumento. Tolta anche la corrente dai cavi elettrici, altro possibile elemento di disturbo. L'indagine poi è proseguita sul sagrato della chiesa e in piazza Farinata degli Uberti, dove molti curiosi si sono soffermati a osservare gli archeologi al lavoro. Il finanziamento. L'intera operazione è stata finanziata dall'associazione archeologica del medio Valdarno, ed è stata appoggiata da monsignor Giovanni Cavini e dal nuovo proposto di Empoli don Guido Engels. Il magazzino del sale. Nei prossimi giorni sarà analizzato il magazzino del sale di via Ridolfi, la struttura destinata ad ospitare il museo del vetro. «In quel caso - ha proseguito Terreni - utilizzeremo uno strumento che si basa su una metodica che sfrutta il sistema d'indagine geoelettrico. Pianteremo tanti elettrodi nel pavimento della struttura e saremo in grado di effettuare indagini dettagliate ben oltre i 5 metri di profondità. La speranza è quella di poter sciogliere uno degli interrogativi più affascinanti per la storia di Empoli, quello che riguarda le origini della città».