La famiglia: patti chiari o niente chiavi. Il sindaco: ci sono i soliti gufi La schiarita non basta. Sul Teatro Petruzzelli continuano ad addensarsi nubi di incertezza. Lincontro a Palazzo di Città, promosso dal sindaco Michele Emiliano, ha consentito di riannodare i fili del dialogo con la proprietà privata, ma lascia senza risposta tutti gli interrogativi sollevati dagli avvocati. Il nodo riguarda sempre lesecuzione dei lavori e i relativi costi. E una lettera del commissario straordinario per la ricostruzione, Angelo Balducci fa crescere le perplessità dei legali dei Messeni Nemagna. Rispondendo ad una richiesta degli avvocati Ascanio Amenduni e Mario Giannattasio, che rappresentano il 75 per cento della proprietà, lingegner Balducci precisa che «esula dalle attribuzioni di questo ufficio, per come determinati dallordinanza di protezione civile», operare secondo quanto previsto dal protocollo dintesa. Lo stesso Balducci chiarisce anche che sono ancora «al vaglio delle competenti amministrazioni, dalle quali si attendono chiarimenti e indicazioni, anche operative» gli effetti della sentenza della Corte costituzionale che ha annullato lesproprio». Per lavvocato Ascanio Amenduni è la conferma che i punti da chiarire restano ancora tanti. «Il commissario straordinario - spiega il legale - conferma di non aver agito nel solco del protocollo dintesa, ma soprattutto è sconcertante che chieda che cosa deve fare». Il rappresentante del 75 per cento della famiglia chiede che tutti questi aspetti siano affrontati prima della riapertura del Teatro. «Se non sarà stabilito una volta per tutte che non ci saranno oneri economici a carico dei proprietari - avverte - non potremo consegnare le chiavi del Teatro alla fondazione lirico sinfonica. Per questo, prima si discute di questi aspetti, meglio è». Il quadro economico della ricostruzione, secondo Amenduni, è tuttaltro che secondario. «Nel protocollo dintesa - spiega - è scritto a chiare lettere che la ricostruzione doveva avvenire a spese di Comune, Provincia e Regione. In corso dopera, però, anche lo Stato ha finanziato i lavori. A questo punto è necessario che tutti gli enti pubblici, Stato compreso, chiariscano che non ci saranno comunque oneri a carico della proprietà privata. Deve essere inoltre fatta luce sullesecuzione dei lavori e sui poteri del commissario». Dal ministero dei Beni culturali minimizzano. «Il problema dei fondi statali - fanno sapere - non esiste, visto che quando fu firmato il protocollo dintesa, il 21 novembre 2002, fu previsto un finanziamento statale di 5 milioni (successivamente ne furono stanziati altri 8), senza oneri per la proprietà privata». Anche il sindaco Michele Emiliano ritiene che il problema non si ponga. «Quando incontreremo il ministro - dice - chiariremo una volta per sempre questi dubbi, che per me non hanno ragion dessere. Il teatro riaprirà perché non cè una sola persona al mondo che non lo voglia. Soltanto Raffaele Fitto e Simeone Di Cagno Abbrescia stanno facendo di tutto per impedirlo. I gufi devono smetterla di volare. Ho notizie di un continuo andirivieni di Di Cagno Abbrescia dal ministero dei Beni culturali. Vogliono farmi fare una brutta figura, ma non ci riusciranno. Si mettano lanima in pace: Berlusconi e Bondi hanno già dimostrato di non volersi prestare a questo gioco».
BARI - Petruzzelli, guerra su tredici milioni
Il sindaco Michele Emiliano ha incontrato la proprietà privata del Teatro Petruzzelli per discutere della ricostruzione del teatro. Il commissario straordinario per la ricostruzione, Angelo Balducci, ha confermato che esula dalle attribuzioni dell'ufficio per operare secondo il protocollo dintesa. I legali dei proprietari hanno chiesto chiarimenti sui costi dei lavori e sui poteri del commissario. Il sindaco ritiene che il problema non si ponga, ma i legali sostengono che ci sono ancora molti punti da chiarire. Il quadro economico della ricostruzione è tuttavia importante e i legali chiedono che tutti gli enti pubblici, compreso lo Stato, chiariscano che non ci saranno oneri a carico della proprietà privata.
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