A Lerici rivolta contro l'albergo extralusso sul mare. Gli ambientalisti: cancellato un simbolo della Liguria LERICI (La Spezia) "Un giorno, quando mi ritirerò, verrò qui a fare il bagnino". No, Indro Montanelli non ha mantenuto la promessa. Però è facile capire perché d'estate venisse sulla spiaggia dell'Eco del Mare con i giornali e una pila di libri sotto braccio. Basta lasciare Lerici e seguire la strada che si snoda tra i pini marittimi. D'un tratto ci si trova davanti una caletta. Quasi inaccessibile. E praticamente invisibile finché non ci capiti, protetta com'è da due promontori. O si arriva dal mare o con una scaletta di pietra, la stessa dalla quale negli ultimi cinquant'anni sono passati scrittori, attrici, principi e sceicchi. Dove sono scesi (per fortuna senza incontrarsi) il premier Silvio Berlusconi e il pm Ilda Boccassini. Poi Roberto Baggio ed Emanuele Filiberto. Insomma, questa è forse la spiaggia più esclusiva della Liguria. E non soltanto per l'ingresso giornaliero che richiederebbe un mutuo. Qui puoi trovarti tra i vicini di ombrellone gente come Sting, anche perché proprietaria dell'Eco del Mare è la famiglia Mozer. Francesca, l'ultima discendente, è la compagna del cantante Zucchero. Una spiaggia unica: nell'acqua verde si riflette la vegetazione, guardi intorno e immagini Indro sulla sdraio. Ma in questi giorni non si sente il suono della risacca. È più forte il rumore delle ruspe. All'Eco del Mare c'è un cantiere. Si costruisce, perfino qui, su questa spiaggia grande poco più di un campo da tennis. E le associazioni ambientaliste hanno cominciato la battaglia: «L'Eco del Mare non si tocca. Qui basta muovere un sasso per rischiare danni irreparabili», spiega Bruno Rosaia di Legambiente. «Sono soltanto lavori di manutenzione», è gentile, ma lapidaria Nicoletta Mozer. I progetti depositati in Comune? «Non ne so niente. Li conosce soltanto il mio architetto», glissa la signora, capelli corti bianchi e modi distinti. Ma il progetto ha già ottenuto il via libera della giunta di Lerici, manca l'ultima parola del sovrintendente Giorgio Rossini e poi sarà fatta. Se entro venti giorni non lo boccerà, partirà la costruzione di sei suite. L'assessore all'Urbanistica, Gaetano Saia, srotola il progetto sulla scrivania: «Sono pronto a mostrare e discutere tutto», assicura. Ecco le sei stanze da sogno. Esci dalla porta e dopo cinque passi hai i piedi in mare. Intorno non si vedono che le onde e i pini. Nessun rumore. Nessun seccatore, «anche perché - attacca Legambiente - nonostante una parte della spiaggia sia pubblica, il sentiero è accessibile soltanto ai clienti dello stabilimento extralusso. Insomma, o paghi decine di euro o arrivi con la barca». «La costruzione è lunga trentacinque metri. Tetto in pietra, finiture in legno», spiega Saia. Aggiunge: «Per dare il via libera abbiamo preteso che gli interventi fossero della massima accuratezza. L'ascensore degli Anni Sessanta sarà reso quasi invisibile». Ma quelle sei stanze? «Non sarà aggiunto un metro cubo. Le suite andranno al posto delle cabine di legno». Legno, questo è il punto: «Le cabine sono provvisorie, l'albergo è di cemento», sospira Rosaia. L'Eco del Mare è un simbolo, in una terra che ha il record della cementificazione. In Liguria, negli ultimi dodici anni, il cemento ha toccato il 45 per cento della costa ancora intatta. Il doppio di qualsiasi altra regione. Ma Lerici è un luogo a parte: qui Liguria e Toscana si toccano. Spiagge e scogliere stanno insieme. Davanti il golfo della Spezia, alle spalle le Alpi Apuane con quel marmo che da lontano sembra neve. E oggi qualcuno - non solo tra gli ambientalisti - teme le tante gru che si vedono all'orizzonte. «Nella zona della Baia Blu, come all'Eco del Mare, gli stabilimenti balneari sono stati trasformati in suite, scavando nella falesia», protesta Giorgia Mariotti, insegnante in pensione. Aggiunge: «Alla Venere Azzurra, tra Lerici e San Terenzo, stanno costruendo un albergo da 140 stanze». Emanuele Fresco, sindaco (centrosinistra) riconfermato e amato in paese, respinge le accuse: «I progetti sono stati approvati perché i proprietari avevano il diritto di realizzarli. Si costruirà al posto di edifici già esistenti e noi abbiamo sempre preteso che le nuove costruzioni avessero un minore impatto sull'ambiente». Vero. Ma molti cominciano a puntare il dito su altri progetti: a Lerici in cinque anni sono stati realizzati 800 posti auto sotterranei. «Tolgono le auto dalle strade», per l'assessore. «Attirano traffico in centro», per i critici. E alla fine c'è il progetto per il porticciolo: 1.200 posti barca. Il triplo di quelli previsti dal piano regionale. Tanti in una baia larga poche centinaia di metri. Qui dove viveva Mario Soldati. Dove passava la scrittrice Marguerite Duras. Chissà che cosa direbbero loro di quelle sei suite all'Eco del Mare e delle gru che lavorano senza sosta intorno al castello del Duecento.