Ma voi riuscite a immaginarle delle villette a schiera sul promontorio del Balbianello? Ma lo ritenete possibile uno sfregio simile ad uno dei luoghi sacri del paesaggio lariano, fotografato in tutto il mondo, cuore verde della Tremezzina fra la villa del Fai e il golfo che non a caso qualcuno si ostina a chiamare «di Venere»? Noi no. E per una volta ci ritroviamo a citare Sergio Cofferati nel dire che l'idea va bocciata «senza se e senza ma». È una porcheria dell'intelletto, è l'ultima frontiera oltre la quale il cemento dilagherà ovunque. Non sappiamo chi le vuole, non sappiamo chi le sponsorizza, non sappiamo chi abbia partorito questo incubo notturno. Ma se il consiglio comunale di Lenno decide di approvare le villette a schiera sulla punta Balbianello si rende protagonista di un delitto in effigie. Basta dire no, come ha deciso di fare Carate Urio due giorni fa. In caso contrario, invece di lago ferito potremmo parlare con sofferenza di lago ucciso. E fare il funerale alle legittime pretese di salvarlo. Nelle scorse settimane l'amministrazione di Roma aveva deciso di realizzare un autosilo sotto l'immortale collina del Pincio. La mobilitazione generale dei cittadini, politici, associazioni glielo sta impedendo. Ecco, il Balbianello è il nostro Pincio. Nel piccolo paradiso in Centrolago solo cercatori di funghi. E tutt'al più carrozze medioevali.