LENNO Per il futuro del Lavedo, la penisola che si estende tra la Zoca de l'Oli delimitata dall'Isola Comacina e il mitico Golfo di Venere, il momento delle grandi decisioni è vicino e con tutta probabilità il voto del consiglio comunale sull'assetto urbanistico del promontorio al vertice del quale c'è Villa Balbianello, avverrà nella seduta del prossimo 24 settembre. In quell'occasione, infatti, si dovrebbe procedere all'approvazione definitiva di una variante urbanistica che comprende anche altri luoghi del territorio comunale per la quale sono state presentate una cinquantina di osservazioni. Il consiglio sarà chiamato a esprimersi sulle controdeduzioni dell'amministrazione comunale e a chiudere la partita con un voto. IN CAMBIO UN TERRENO Tutto ruota su una linea di indirizzo che il sindaco Giovanni Botta intende portare avanti con ferma determinazione. Sul dosso verde, uno tra i luoghi più caratteristici del lago, in passato sono state costruite alcune villette che si vedono dal lago, poi a Villa Balbianello si sono aggiunti gli immobili di villa Cassinella, altra tipicità del lago di recente passata dalla famiglia Mantegazza al magnate della Virgin Richard Branson per 17 milioni e mezzo di euro. Il comune da tempo è proprietario di 25 mila metri quadrati di prato e di una cascina, aree date un uso a un contadino che alleva del bestiame. Accanto c'è un'estensione di terreno che, stando a quanto comunicato in consiglio comunale al momento dell'adozione della variante urbanistica appartiene alla famiglia dell'architetto comasco Marco Vido. L'operazione prevista dalla linea d'indirizzo, recepita dalla variante, riguarderebbe la concessione al privato di costruire quattro, massimo cinque, ville per complessivi 2000 metri cubi, pari a 700 metri quadrati e come contropartita la cessione gratuita al comune di 30 mila metri quadrati di terreno con relativa strada di accesso. Le ville verrebbero progettate dallo stesso architetto Vido e collocate sul versante rivolto verso l'Isola Comacina. BRUTTI PRECEDENTI Sulla penisola di Lavedo, a parte le ville Balbianello e Cassinella, negli anni passati sono state edificate alcune villette che non hanno arrecato turbativa al paesaggio, ma ci sono stati anche altri insediamenti, tipo la torre Valdé, che hanno dato luogo a pesanti critiche con strascichi non ancora conclusi. Poi ci sono di mezzo le due brutte antenne con annessi ripetitori di telecomunicazioni per le quali non si sa bene chi abbia concesso l'autorizzazione. Tali installazioni, comunque, offendono la sommità di un colle meraviglioso al quale la gente di Lenno è legata da tanti ricordi. Si aggiungono le barre poste a alcune vie di accesso con divieti di transito e itinerari pedonali d'antica formazione che stanno andando alla malora per l'incuria, percorsi incantevoli nel verde diventati quasi impraticabili. In merito alla variante al centro dell'attuale dibattito ci sono i favorevoli rappresentati dal sindaco Giovanni Botta, i contrari identificabili nei responsabili dell'associazione «La cruna del lago» che con un documento propongono la costituzione di un Plis, parco locale di interesse sovracomunale e gli incerti quali il consigliere comunale Ludovico Redaelli, propensi a chiedere un supplemento di istruttoria prima di esprimere un voto vincolante.