Serbiamo dentro di noi la memoria di ciò che, fino a non molto tempo fa, era Sant' Ambrogio. Certo, non era più «quello vecchio, là fuori di mano», della poesia patriottica di Giuseppe Giusti. L' incongruo sacrario ai caduti l' aveva sfigurato, eppure anche quell' intrusione monumentale confermava l' alto valore simbolico della basilica che il vescovo Ambrogio aveva consacrato ai martiri e dove fu sepolto. La cessione all' Università Cattolica dell' antica caserma dei Vettii aveva fatto sperare che qui avremmo avuto un' isola di serenità e meditazione nel pieno centro spirituale di Milano. Quale traffico portano professori e studenti, i più pronti ad accettare i mezzi pubblici? Purtroppo sappiamo che non sarà così. Le proiezioni non ci mostrano ancora la congestione del traffico che il nuovo, grande parcheggio provocherà. Sant' Ambrogio è uno dei grandi monumenti del romanico europeo. Ma le sue dimensioni sono ridotte, la sua bellezza è fragile. Non meritava quest' insulto. Carlo Bertelli Pagina 6