La solita città, né più bella né più brutta di come l' abbiamo lasciata. Con l' estate in saldo, la ripresa è ancora più lenta. E poi, Milano non ti sbatte certo in faccia le sue bellezze. Non ha sublimi orizzonti o freschi viali o sponde accoglienti. Eppure, basta uno scorcio, uno scampolo di storia, e si gode un' altra città. Poca cosa: un sospiro nel frastuono, un piacere negli affanni. Ma tant' è. A piccoli passi si scopre una città diversa, gli occhi incominciano a parlare al cuore e lo sguardo cattura una suggestione. Elogio della passeggiata. Nel ventre antico della città, per iniziare, nelle contrade che cercano il Duomo o i Navigli. Muovendo lo sguardo intorno alla Basilica di San Lorenzo, si cattura quella certa idea milanese di mescolare antico e moderno: colonne romane e movida che sa di birra. Si può partire dal parco delle due Basiliche, il «Parco Giovanni Paolo II», dal sagrato della chiesa, da via Arena. Siamo nel cuore della borgata che chiamavano «La Vetra dei cittadini» (alle spalle della Basilica), sede di esecuzioni capitali. E dov' era il patibolo? Vicino al giardinetto dei bambini, dove c' è la statua dedicata a San Lazzaro. Il parco che abbraccia San Lorenzo e Sant' Eustorgio è un piacevole perdersi nei pensieri. Ma se si vuole scoprire qualcosa occorre ritornare alle sedici colonne romane, alte otto metri, che rimangono le più gettonate (e ricordate) dai turisti. L' imperatore Costantino che troneggia in piazza è un clone del 1937: una bella copia dell' originale conservata a San Giovanni in Laterano, a Roma. Fino al 1935, l' area tra la chiesa e le colonne era interamente occupato da case popolari. A venti metri, la Porta Ticinese medioevale, la «postèrla», ricordo della cerchia muraria edificata dopo le razzie del Barbarossa. Quello che appare è il restyling (merlature comprese) della seconda metà dell' 800. Da notare il bassorilievo del XIV secolo con la Madonna e il Bambino, Sant' Ambrogio in ginocchio che offre «la città», e i tre santi della zona: Lorenzo, Eustorgio e Pietro Martire. Attraversato l' incrocio, via Arena si allunga fino alla Darsena e, subito dopo il chiostro dell' ex convento di Santa Maria alla Vittoria, regala l' inaspettato Parco archeologico. Milano non avrà il Colosseo, ma l' arena romana (scoperta nel 1931) rimane pur sempre una cosina da 35 mila spettatori, con pianta ellittica lunga 155 metri. C' è tanto da scoprire a Milano. Pagina 9