Alessandro (Sistema Fiera): «L'evento può moltiplicare lo sviluppo ma dobbiamo sprovincializzarci» «Expo 2015 un'occasione da non perdere, ma occorre mettersi subito al lavoro», questa l'avvertenza che arriva dall'ingegnere varesino Maurizio Alessandro direttore generale di Sviluppo Sistema Fiera, la società che ha in mano la partita delle infrastrutture. Dietro al grande evento internazionale molte opportunità da cogliere anche per il territorio varesino sotto diversi profili, non solo quello dell'alimentazione che rappresenta il tema principale dell'esposizione, ma anche le infrastrutture, la ricerca, il turismo, la cultura, la moda e il design, le strutture fieristiche, la solidarietà e il volontariato. «L'Expo è un evento come le olimpiadi e il campionato del mondo di calcio, richiede attività e iniziative conteggiate nel calcolo dei fabbisogni economici per l'evento stesso. Ma è soprattutto un acceleratore di crescita in grado di attivare una serie di altre iniziative a cascata». quattro miliardi Il fondo iniziale messo a disposizione del comitato organizzatore ammonta a 4,1 miliardi di euro, di cui 900milioni destinati alla gestione dell'evento e 3,2 miliardi per le opere infrastrutturali direttamente legate all'Expo. Il budget a disposizione è costituito per 950 milioni di euro da finanziamenti privati, 1,5milioni dallo Stato, 950milioni da soggetti pubblici locali quali Comune, Provincia e Regione. «Tutto il resto, va chiarito, entrerà nel contesto, avrà il logo e la connessione alla promozione, ma non il finanziamento. I soldi sono già tutti allocati, ma rimane per tutti la possibilità di sfruttare l'acceleratore di opportunità. Se nel territorio, ad esempio, esistono iniziative di valorizzazione che hanno un aggancio con il territorio limitrofo all'area interessata dell'evento, con l'Expo potranno beneficiare di vie e percorsi preferenziali in termini di leggi regionali e strumenti di governo del territorio, pur dovendo contare su fonti di finanziamento tradizionali». Dal punto di vista delle infrastrutture tra le attività finanziate direttamente con i fondi Expo già allocati con leggi obiettivo per il nostro territorio vi sono: Pedemontana Lombarda, Tangenziale di Varese, BreBeMi, riapertura ai viaggiatori del tronco Saronno-Seregno, collegamento Saronno-Malpensa, terzo binario sulla linea Rho-Gallarate e raccordo a Y con la linea FNM del Malpensa Express a Busto Arsizio, nuovo collegamento Lugano-Mendrisio-VareseMalpensa. grande chance «Varese dovrebbe leggere bene il dossier realizzato per la candidatura. Camera di Commercio e associazioni imprenditoriali lì troveranno tutto. Da quelle pagine emergono automaticamente le aree che avranno impulso. Non c'è solo il tema di riferimento, ma anche le infrastrutture, l'imprenditoria, la cultura della valorizzazione del territorio e dei beni culturali del territorio». Per cogliere bene tutte le opportunità quindi è essenziale che le forze economiche del territorio conoscano bene il progetto raccolto in un ampio volume tutto in inglese. «L'Expo è un'occasione a 360 gradi per l'imprenditoria e per la capacità di sistema della nazione. Un evento del genere richiede sforzi enormi e capacità di governo di sistemi complessi. E in Italia tutto questo è molto più semplice perché le reti si attivano immediatamente: il nostro è un paese evoluto». «Una chance per la nostra provincia, per mettere a valore i laghi, per portare a termine la Pedemontana. Siamo a due passi da Milano tanto quanto Como, ma anche da noi ci sono cose altrettanto valide: il lago, le colline e un contesto già in parte valorizzato con i mondiali. Ma l'Expo è una opportunità anche per l'imprenditoria che ruota intorno ai temi trasversali alle biotecnologie, alla ricerca, alle staminali, alla ricerca di prodotti che resistono al trasporto, all'impacchettamento». tempi stretti I tempi sono stretti: «In questo momento non siamo in ritardo, anche se si poteva iniziare prima». L'ingegner Alessandro ha nel curriculm molte importanti esperienze, ma anche il contributo diretto alla fiera di Rho-Pero e anche la fontana di piazza San Babila a Milano. «A Varese manca un grande investimento di respiro. Occorre un'opera architettonica che risolva i problemi urbanistici e infrastrutturali con un taglio etico che possa portare ricaduta sul territorio in termini positivi come le vie d'acqua e di terra che saranno realizzate per l'Expo, e che abbiamo pensato proprio in questo ufficio. Per Varese occorre un'opera che possa esprimere il valore e la qualità essenziali della città, una realizzazione che abbia un contenuto di arte, di cultura e di architettura e che dimostri le qualità sottotraccia. Il pregio e difetto di Varese è che vive sotto traccia, non è ?scialona? come Milano, vive nella logica dell'understatement, in una società che si evolve nella logica del dimostrare. Occorre un salto per sprovincializzarsi».