Non solo non demolisce la villetta abusiva, come disposto dal giudice. Ma la amplia ulteriormente. Risultato: il sequestro delledificio da parte della Polizia Municipale. Si tratta di una villetta abusiva di 120 metri quadrati in via Bolognese, nella zona di Trespiano, sulle colline di Firenze. Labuso edilizio è stato scoperto dopo alcuni sopralluoghi e indagini degli ufficiali del Nucleo Operativo di polizia edilizia. La villetta era già stata sequestrata per abuso edilizio, una prima volta nel 2004. Il responsabile dellinfrazione, B.G., fu denunciato, processato e condannato. Per di più, la sentenza di condanna è stata anche confermata in appello, con tanto di ordine di demolizione da parte del giudice. Ma il caso si è riaperto qualche mese fa: durante un sopralluogo, nel maggio scorso, gli agenti hanno scoperto che B.G. non aveva affatto demolito la villetta. Anzi, erano state realizzate nuove opere abusive, come il campo che circonda ledificio, trasformato in un resede, con tanto di firma del committente realizzata in lettere di pietra bianca sul lastricato carrabile. Così gli agenti, insieme alla notifica di una diffida a demolire entro sessanta giorni, disposta dalla magistratura, hanno inviato in procura anche una nuova denuncia a carico di B.G. Quindi, larea è stata monitorata fino a quando non ci sono stati nuovi movimenti: diversi operai e mezzi di scavo erano stati visti dagli agenti nel giardino della villetta, ma non servivano per la prevista demolizione. Piuttosto, erano intenti nella costruzione, in una porzione del giardino poco visibile dalla strada vicinale, di altri due vani, che avevano pensato di ricoprire accuratamente con il terreno per renderli meno visibili dallesterno. A questo punto, la Polizia Municipale ha accertato che non cera nessuna sanatoria. Tantomeno, non cera neanche il permesso per i nuovi lavori che erano in corso. Di conseguenza gli agenti del Nucleo Operativo hanno apposto durgenza i sigilli alla villetta, per prevenire leventuale commissione di altri reati. Ma anche per scongiurare laggravarsi di quelli già segnalati in precedenza alla magistratura. Non breve la lista delle ipotesi di reato a carico di B.G.: infatti, oltre allinosservanza della sentenza del giudice si ipotizzano vari reati. Innanzitutto, labuso edilizio; poi, la violazione delle disposizioni delle norme in materia paesaggistica del Testo Unico, fino alle infrazioni in materia riguardante le opere strutturali. Infatti la zona, classificata dal Piano Regolatore come agricola, nonché di particolare interesse culturale, è sottoposta a tutela da un decreto Ministeriale del 1961, ed è compresa allinterno del parco storico delle colline fiorentine.